ALLA SCOPERTA DEI TESORI DELLA FRANCIACORTA – PARTE II

Postato da Roby il 14 ottobre 2009 alle ore 08:00.

Iseo

Iseo

Continuiamo il nostro viaggetto alla scoperta dei tesori della Franciacorta, spingendoci al confine estremo della zona: Iseo.

Anche qui, alzi la mano chi non è mai stato a Iseo, e chi non ha mai detto la sua sull’eterna lotta Iseo-Sarnico, che altro non è che la declinazione lacustre della competizione tra bresciani e bergamaschi. Alzi ancora la mano chi non ha mai passato un venerdì/sabato sera estivo a zonzo per il lungolago o chi si è fatto mancare lo struscio la domenica pomeriggio…

Eppure Iseo non è solo la cittadina in cui andare a smaltire il pranzo domenicale: lo sapevate che alla fine del XII secolo Federico Barbarossa conquistò e incendiò il castello, e che il monumento a Garibaldi in piazza è stato il primo monumento non a cavallo del condottiero del mondo?

Se si inizia poi ad abbandonare il lungolago e la ressa, si scoprono delle zone affascinanti e pochissimo frequentate, come l’area che si sviluppa alle spalle di piazza Garibaldi, di origine medievale.

Il nucleo dell’abitato di Iseo, infatti, che nel IX secolo dipendeva dal monastero bresciano di San Salvatore (quello delle torbiere), e che nel ’200 passò alla famiglia degli Oldofredi e nel 1835 divenne capoluogo di una delle 18 quadre in cui era diviso il territorio bresciano, mostra ancora l’assetto urbanistico medievale, con il castello a sud-est, il mercato affacciato sul lago e la pieve a nord-est.

Di particolare interesse è proprio la Pieve di Sant’Andrea, già tempio romano, e oggi chiesa parrocchiale. La costruzione della chiesa e la fondazione della pieve, una delle più antiche del bresciano, è da far risalire al VI secolo, ad opera del vescovo di Brescia San Vigilio, durante il periodo di diffusione e organizzazione del cristianesimo in epoca longobarda. La chiesa assume la sua forma attuale nel XII secolo e, tra l’altro, custodisce un olio su tela raffigurante San Michele arcangelo che trafigge il drago di Francesco Hayez, del 1839; nello stesso periodo, tra il 1826 e il 1840, l’architetto Vantini rimoderna l’interno, adattandolo al gusto neoclassico. Al centro della facciata, secondo una scelta dettata da un gusto franco-tedesco, si slancia il campanile romanico, successivo alla facciata stessa e, a destra, troviamo lo splendido mausoleo trecentesco di Giacomo Oldofredi.

Da non dimenticare, infine, castello Oldofredi. Edificato probabilmente intorno al X secolo come parte di un sistema difensivo più ampio, costituisce oggi uno degli esempi meglio conservati di architettura militare basso-medievale della provincia di Brescia. Oggi ospita la biblioteca comunale, è una sede espositiva e di convegni ed è in parte visitabile.

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