Il nostro itinerario va oggi a toccare un luogo particolarmente interessante non solo dal punto di vista artistico e architettonico, ma anche storico e culturale: Palazzo Torri.
Situato a Nigoline di Corte Franca, il palazzo venne edificato nel XVII secolo dai Federici della Corte sul luogo di un più antico presidio militare cinquecentesco, fu rinnovato nel XVIII secolo dai Peroni di Brescia con arredi e decori barocchi per essere una “ villa di delizie “ ed venne infine arricchito ed ampliato dai Torri alla fine dell’Ottocento.
E fu proprio la famiglia Torri a rendere il palazzo un vero e proprio cenacolo culturale, dove, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, si riunivano gli esponenti più illustri del mondo politico e culturale italiano; tra gli innumerevoli ospiti accolti da Paolina Calegari Torri e dal marito Alessandro figurano scrittori e poeti come Giosuè Carducci, Antonio Fogazzaro e Giovanni Pascoli, statisti come Giuseppe Zanardelli, ministro e presidente del consiglio dal 1901 al 1903, oltre a intellettuali e aristocratici della zona. All’epoca, infatti, i salotti di personaggi progressisti e liberali come i Torri costituivano i luoghi nei quali si consolidava il pensiero politico, sociale e artistico del giovane stato italiano.
Solo la possibilità di vedere con i propri occhi i luoghi in cui personaggi di chiara fama prepararono l’avvenire del paese costituisce una ragione più che valida per visitare il palazzo; ma, dato che anche l’occhio vuole la sua parte, non si possono non spendere due parole sulle caratteristiche artistiche e architettoniche dell’edificio.
Un viale alberato conduce alla corte della dimora, dominata da un’imponente facciata seicentesca caratterizzata da un monumentale portico con alte arcate in muratura a pian terreno, finestre rettangolari al primo piano e una fascia in mattoni che separa dalle aperture del sottotetto, mentre l’altana è di epoca successiva, realizzata dai Torri nel 1870. Dal cortile si accede alle scuderie, ancora integre, realizzate nello spazio originariamente corrispondente al presidio militare cinquecentesco, dietro il quale si trovano il brolo e un ninfeo che risale alla metà del Settecento. A pianterreno, oltre ai locali di servizio, come la Stanza del Pozzo e la Cucina Antica, che ospita un grande camino in pietra di Sarnico, si trovano gli ambienti di rappresentanza. Si possono visitare la Sala da Pranzo, che conserva raffinate porcellane decorate a mano da Antonia Torri Miotti, la Sala della Musica, così denominata in riferimento alla raffigurazione di strumenti musicali sulla volta affrescata nel 1741 su committenza dei Peroni, la Biblioteca e la Sala del Biliardo, caratterizzate da volte con affreschi settecenteschi. Infine, il Salone di rappresentanza, che sfoggia decorazioni ottocentesche e mostra, sopra il camino di marmo bianco di Botticino, la raffigurazione dello stemma nobiliare dei Torri. Uno scalone porta al piano superiore dove si accede alla Galleria, ornata da un soffitto con travetti lignei dipinti e una fascia decorativa di gusto barocco, nella quale sono esposti alcuni dipinti con ritratti degli antenati della famiglia. Da qui si raggiungono la Stanza Rossa, con soffitto seicentesco a cassettoni ingentilito da decorazioni dorate e la Camera del Vescovo, dove spirò Geremia Bonomelli nel 1914. Negli ambienti adiacenti si trovava l’appartamento privato di Paolina Calegari Torri, che vi soggiornava esclusivamente nel periodo estivo.





