Essere o non essere… O essere qualcun’altro, il Carnevale è un’opportunità unica di vestire i panni di altri e abbandonare almeno per un giorno la nostra solita immagine quotidiana.
Ma vi siete mai chiesti da dove deriva e che significato ha il Carnevale? Navigando in internet ho trovato quanto segue..
A livello nozionistico il termine Carnevale deriva da carnem levare, abolire la carne, perche’ anticamente indicava il banchetto d’addio alla carne che si teneva subito prima della Quaresima, periodo di astinenza e digiuno. La parola indica quindi un momento ed estendendo il concetto un periodo particolare dell’anno, in cui si svolgevano fin dal remoto passato determinati riti e si dava vita ad un insieme di festeggiamenti.
Il Carnevale si è sviluppato poi spontaneamente nella società umana, rivestendo sempre un’importanza fondamentale al suo interno e nel suo immaginario collettivo: la fantasia, l’energia, la spontaneità e le creatività popolari hanno trovato espressione, fin dai tempi passati, in questo evento, la cui portata simbolica va ben al di là della semplice festa.
Contrapposto alle forme religiose ufficiali, il Carnevale era la festa del popolo, il luogo del riso e della follia, dello scherzo, della materialità e dell’abbondanza. Nella festa vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito: ogni gerarchia viene a cadere ed i rapporti divengono spontanei, liberi e disinibiti, superando i freni imposti dalle convenzioni sociali e le barriere create dalle differenze di età, di classe e di sesso. Il singolo si spoglia della sua individualità per fondersi e confondersi nel vortice gioioso della festa; l’ebbrezza, la danza, la musica permettono di liberarsi dal proprio io contingente, di annullarsi per ritrovarsi con gli altri a condividere emozioni comuni che esulano dalla sfera quotidiana, emozioni in cui l’elemento materiale e quello simbolico trovano la loro sintesi.
Il Carnevale, è un canale di sfogo per l’esuberanza e la vitalità popolare, che è stato legalizzato e ammesso alla pubblica piazza nelle forme della festa, attraverso un processso di normalizzazione e quindi neutralizzazione di energie potenzialmente sovversive. Ma si tratta comunque di una legalizzazione forzata, incompleta, affiancata al divieto ed alla repressione per il resto dell’anno e solo finalizzata a concedere quello sfogo scolmatore del malcontento e dell’esigenza di liberta’ del popolo. Ma di fatto questo temporaneo stravolgimento di ruoli e realtà rappresenta una forte esigenza dell’uomo; per questo motivo sopravvive, nonostante la strumentalizzazione dei potenti, sino ad oggi, dove assume una valenza di piacevole festa e ancora di sfogo.
Emblematica della concezione carnevalesca è la maschera. Essa è uno dei motivi più complessi e ricchi di significato della cultura popolare: indossare la maschera è un modo di uscire dalla banalità del quotidiano, di disfarsi del proprio ruolo sociale, di negare sé stessi per divenire altro. Andando avanti nel tempo la maschera ha finito per assumere un’accezione negativa: è divenuta qualcosa che cela, dissimula, inganna. Arrivando ai giorni nostri, in una società dove l’ipocrisia è norma e prassi quotidiana, paradossalmente la maschera può assumere un nuovo (cioè vecchio) significato, non di negare bensì di rivelare, o di rivelare negando.
Mi raccomando non perdere l’occasione e mascheratevi, ridete, ballate, giocate e mangiate tante frittelle…poi arriva la Quaresima! :-)
BUON CARNEVLE A TUTTI I LETTORI DI FRANCIACORTA BLOG!






Complimenti per l’articolo!Io mi vestirò sicuramente :) ..ma ora diamoci dentro con i dolciiiiii!!