Oggi vi parlerò della nostra visita presso la cantina Cavalleri.
Appena superato il cancello con la grande scritta dorata Cavalleri, siamo stati accolti da un simpatico cagnolone, veramente dolcissimo e molto tranquillo, il quale ha deciso di farci compagnia per tutta la nostra visita.
Successivamente abbiamo conosciuto Diletta Cavalleri, la figlia, alle prime esperienze con l’azienda famigliare, la quale ha dimostrato molto entusiasmo nei confronti del nostro blog, sono sempre apprezzamenti che fanno piacere :-)
Diletta ci ha accompagnato a visitare la cantina Cavalleri con Francesco Franzini, il cugino, che lavora già da alcuni anni presso l’azienda.
Ci hanno fornito varie nozioni, tra cui alcuni elementi storici importanti infatti: i Cavalleri, come dimostra un atto notarile dell’epoca, possedevano terreni in Erbusco già nel 1450.
Inizialmente, la loro cantina era situata in centro al paese, vicino al palazzo di famiglia (attuale sede del Municipio di Erbusco), negli anni ’80 decisero di ingrandirsi e di spostarsi nella location attuale, circondati da 45 ettari di vigneto.
Le uve sono tutte di proprietà e la vendemmia viene fatta interamente a mano.
I grappoli vengono pressati con presse per spremiture soffici, usando solamente il ” mosto fiore” ovvero la parte migliore, avendo così una resa del 50 % ottenendo però, un prodotto di maggiore qualità.

Cantina

Cantina
Caratteristica importante di questa cantina, è che producono oltre al Franciacorta, sia vini bianchi (Rampaneto: 100% Chardonnay) sia rossi fermi (Tajardino: prodotto con Cabernet franc (20%), Cabernet Sauvignon (45%), Merlot (15%), Barbera e Nebbiolo), con una produzione di 250.000 bottiglie annue.
Il mosto di ogni singolo vigneto viene messo nelle varie vasche d’acciaio, refrigeranti, mantenendo una temperatura di circa 18-22 gradi.
Qui resta per una decina di giorni per la fermentazione, per poi essere fecciato e vi rimarrà per tutto l’inverno.
Successivamente avviene la degustazione per i tagli invernali che viene fatta esclusivamente dai Cavalleri.
Una volta che il vino viene imbottigliato, vengono aggiunti lieviti e zuccheri per la seconda rifermentazione e chiuse con il tappo corona per essere messe a riposare.
Il remuage viene fatto totalmente a mano, girate ogni giorno di 1/8 finché le fecce finiscono nel tappo.

Cantina
Il collo delle bottiglie viene poi immerso nella salamoia ad una temperatura di -20° formando così, una sorta di ghiacciolo che viene espulso e la bottiglia rabboccata con la liqueur d’expedition, utilizzando pochi zuccheri per valorizzare maggiormente i profumi originali, circa 5 grammi litro, per il Rosé circa 3 gr.
Nel 1984/1985 divenne necessario un ampliamento della cantina, per l’aumento della produzione dello spumante, l’introduzione delle vinificazioni separate vigneto per vigneto, le maturazioni dei vini in barriques, la necessità di spazi da utilizzare come uffici e per la sala degustazioni.
L’ultimo è stato effettuato nel 2001, con un ampliamento di 360 mq della cava sotterranea, per consentire lo stoccaggio di 300.000 bottiglie su lattes: necessario per i periodi prolungati di affinamento sui lieviti dei Franciacorta docg.
Successivamente abbiamo visitato la stanza chiamata “barricaia“, contenente i vari barrique di vino rosso o bianco, che verranno poi assaggiate per scegliere quelle migliori.
Per prevenire eventuali disastri causati dalla grandine, ogni anno conservano 400 ettolitri di vino dell’annata precedente, senza così dover andare in contro a grandi perdite.

La "biblioteca"

La "biblioteca"
Grande particolarità di questa cantina è sicuramente, come l’ho battezzata io, ” la biblioteca del vino” cioè l’archivio storico di vini di vecchie annate ed alcuni “esperimenti” cioè delle bottiglie che sono già state sboccate, ma che vengono ancora tenute “in punta” con tappo corona, per vedere quanto può durare l’invecchiamento e verificare se il prodotto può ancora migliorare maturando più a lungo.
Sono rimasta veramente colpita da questa stanzetta, una sorta di grande credenza, dove all’interno si potevano scorgere un’infinità do bottiglie di annate diverse, con una scaletta che portava ad un’altra stanza superiore, dove erano invece racchiusi gli “esperimenti”. Una stanza veramente singolare e unica nel suo genere.
Non poteva mancare l’attimo meraviglioso della degustazione che è avvenuta con il Brut Cavalleri Franciacorta 2004 con qualche gustoso grissino.

- FranciacortaBLOG in visita alla cantina Cavalleri
Mi permetto di esprimere un mio piccolo pensiero, credo che Cavalleri faccia proprio da sé, perché come dicevo prima, oltre al classico Franciacorta produce anche vini fermi,noltre l’azienda ha deciso di non fare più parte del Consorzio per la tutela del Franciacorta, e si occupano interamente loro della propria comunicazione, infatti anche gli originali depliant dell’azienda, che si aprono sfilando un piccolo legnetto, sono stati fatti dalla famiglia stessa. Questi aspetti secondo me, sono indice di una famiglia veramente intraprendente ma anche molto coraggiosa, che ha deciso di andare per la propria strada e di intraprendere nuovi percorsi anche se magari possono risultare meno proficui o meno conosciuti. Credo sia bello cercare di distinguersi sempre in quello che si fa, con quello spirito d’intraprendenza che ci consente di sviluppare e far conoscere le nostre passioni.





