Nel cuore di Adro, andiamo a visitare l’azienda Contadi Castaldi.
Nel nostro percorso vinicolo ci accompagnano: Teresa Caniato, responsabile dell’ufficio stampa e l’enologo Gian Luca Uccelli.
Prima di iniziare il nostro viaggio in cantina, un po’ di storia:
Contadi Castaldi nasce nel 1987 in Franciacorta, grazie a Vittorio Moretti patrono del gruppo Terre Moretti.
Ricavata in una vecchia fornace per la cottura dei mattoni, copre una superficie di circa 7000 mq.
La scelta del nome è di origine storica: una volta la Franciacorta era ripartita in contee, le Contadi appunto, con a capo dei signori chiamati Castaldi, i quali, tra i poteri avevano anche quello di aggiudicarsi i frutti prodotti dagli abitanti.
Il logo invece, rappresenta le bottiglie in catasta, idea molto creativa ed originale.
Nella trasformazione di una vecchia fornace di mattoni in Cantina, gioca un ruolo fondamentale la presidente di Contadi Castaldi, Mariella Bertazzoni, nata e vissuta ad Adro, moglie di Vittorio Moretti.
La fornace apparteneva alla famiglia Biasca, a cui i Bertazzoni erano molto legati. Anni dopo, chiusa l’attività, la fornace fu messa in vendita. La signora Emilietta, una delle tre sorelle Biasca, propose a Vittorio Moretti di acquistarla. La signora Mariella convinse il marito a comprarla, custodendo così, tutti i bellissimi ricordi che erano racchiusi in quel posto.

Cantina
Il signor Moretti non pensava certo di trasformare la fornace in una cantina, Mariella Bertazzoni, infatti, afferma: “L’idea c’è venuta insieme, quei cunicoli, dove una volta seccavano i mattoni, sembravano fatti apposta per l’affinamento del vino”, e così nasce Contadi Castaldi.
Contadi Castaldi si pone l’ambizioso obiettivo di interpretare in maniera innovativa e contemporanea il territorio di Franciacorta e puntare fin da subito con lo stile, l’immagine ed il packaging ad un pubblico soprattutto giovane.
Gli still life delle bottiglie, realizzati da Oliviero Toscani, sono, infatti, sempre accompagnati da immagini gioiose e disincantate, come fiori e scarpette da ballo.
Castaldi utilizza quindi, un modo divertente ed originale di comunicare un’azienda moderna, al passo con i tempi.
Forte dell’esperienza Bellavista, il gruppo intraprende un percorso innovativo che porterà Contadi Castaldi a diventare leader nella produzione di una tipologia particolare di Franciacorta: il Satèn.
La cantina Castaldi è una sorta di fusione di old style e modernità.
Entrando in cantina ci troviamo all’interno dei famosi tunnel dove un tempo si cuocevano i mattoni, e dove oggi riposano in numerose pupitre le bottiglie.

Barrique
Il Franciacorta viene messo in barrique, esclusivamente francesi, che in totale sono 480, e poi trasferito in acciaio evitando qualsiasi tipo di coadiuvante per stabilizzarlo.
L’enologo infatti afferma: “In Contadi si cerca di lavorare il vino in modo delicato, soffice e senza interferire dirette con quanto la natura ci ha fornito”.
Alla fine di marzo Gian Luca Uccelli, prenderà una bottiglia per ogni vino, 76 variabili, e tra queste sceglierà quelle che secondo lui sono le migliori.
Il remuage viene effettuato manualmente per i magnum e alcuni millesimati: rosé e parte del satén, questo procedimento però, nonostante la sua storia e il romanticismo che sta dietro ad esso, è molto lento perciò il resto del lavoro viene svolto meccanicamente, in questo modo, in 6 giorni avvengono 64 movimenti.
Oggi lavorano circa 270.000 bottiglie in modo classico, la futura crescita della produzione sarà però sostenuta dall’alternativa meccanizzata per una questione di qualità- prezzo e di risparmio di tempo.
Le bottiglie una volta messe in punta, vengono fatte riposare, i lieviti finiti sul collo della bottiglia, vengono congelati dal macchinario apposito e il ghiacciolo viene espulso. Successivamente ogni bottiglia viene classificata con un codice personale.

Bottiglie sala degustazione
Terminiamo la nostra “gita in cantina” e arriviamo in sala degustazioni: una stanza molto grande, con travi a vista, ampie vetrate che mostrano il paesaggio circostante e uno splendido pianoforte nero che da un tocco chic all’ambiente.
Gian Luca ci propone l’assaggio di Franciacorta Brut:
Uve: Chardonnay (80%), Pinot Nero (10%), Pinot Bianco (10%)
Gusto: fruttato, floreale.
Con un affinamento sui lieviti che va dai 20 ai 26 mesi.
Franciacorta Satén:
Il termine Satèn significa setosità.
Uve: Chardonnay (87%), Pinot Bianco (13%)
Affinamento sui lieviti: da 30 a 36 mesi
Franciacorta rosé:
Uve: Pinot Nero (65%), Chardonnay (35%)
Affinamento sui lieviti: da 34 a 36 mesi
Caratteristiche: vino importante con note olfattive che richiamano decisamente ai descrittori caratteristici del Pinot nero: piccoli frutti rossi quali ribes, mora, lampone, fragola, di struttura e complessità, sapido e persistente.
È un Franciacorta impegnativo che richiede piatti dal sapore deciso preferibilmente di mare (crostacei, ricci, ecc) ma ideale anche con carni rosse leggere (tagliata, ecc).
Personalmente apprezzo molto il satén e il rosé Contadi Castaldi non solo per le sue vellutate fragranze ma anche per le bollicine delicate “Più si rispetta la natura, più le bollicine risultano meno invasive, delicate e piacevoli”.
Ringrazio ancora Teresa Caniato e l’azienda Contadi Castaldi, per averci concesso questa splendida visita e soprattutto l’enologo, per aver arricchito le nostre conoscenze vinicole.
Per chi fosse interessato a visitare la cantina ed essere fornito di maggiori informazioni:
Contadi Castaldi s.r.l.
Via Colzano, 32
25030 Adro (BS)
Tel: 030 7450126
http://www.contadicastaldi.it/
contadicastaldi@contadicastaldi.it





