GIAPPONE E FRANCIACORTA

Postato da Fede il 15 marzo 2010 alle ore 08:00.

Serata d’Arte e di Enogastronomia

Vino e Ceramica Raku: dal Giappone alla Franciacorta.
Cercare l’essenza e le contaminazioni.

Mercoledi 17 marzo, presso la Dispensa pani e vini ci sarà Aperitivo in arte, una fusione di cultura giapponese e  vino Franciacorta.

Alle 18,00: presentazione delle opere ed incontro con gli autori.

Alle 19,00: aperitivo con due bicchieri di Vino ed una degustazione di “Cultura Gastronomica Giapponese” interpretata dallo Chef Vittorio Fusari.

I protagonisti

Installazioni d’Arte: Giuseppe Lorenzi – Living and Loving Art

Interpretazione Gastronomica: Vittorio Fusari

Nuove Produzioni Enologiche: Cantine Muratori – Franciacorta

Il costo dell’aperitivo è di 15 euro.
Le opere di Giuseppe Lorenzi potranno essere acquistate e resteranno esposte fino al mese di giugno 2010.

Il Raku

Raku

Il Raku è una tecnica di origine giapponese, nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l’armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. La sua origine è legata alla cerimonia del tè,  realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la tazza, che gli ospiti si scambiavano l’un l’altro. Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.Viene  praticato da alcuni ceramisti  con modalità simili al metodo originario giapponese. Per meglio dire,  le contaminazioni culturali, nei secoli,  hanno modificato il processo di creazione ma, ancora oggi tutti i pezzi sono eseguiti a mano, con l’intento di fondere lo spirito dell’uomo e gli elementi della natura.

Il pezzo, forgiato, viene cotto una prima volta. Successivamente, lo si  decora con ossidi e smalti. Durante la seconda cottura la temperatura raggiunge circa i 1000 gradi. In questo momento il pezzo è luminoso, vivo di calore, i pori della terra sono aperti e gli smalti raggiungono il loro punto di fusione. All’estrazione dal forno, il pezzo,  incandescente, viene  sistemato in un contenitore. Qui a contatto con carta o segatura, si crea combustione con  fiammate grintose.  Chiudendo il contenitore,  e riducendo la presenza di ossigeno,  le fiamme si spengono e si crea una forte pressione fumosa. Questi passaggi permettono la reazione degli smalti, determinando luminescenze e riflessi unici, perché incontrollabili. Sino a questo momento, tutto è stato dosato, voluto, miscelato …. conosciuto,  ma in questa ultima  fase l’artista non ha potuto intervenire.

L’artista – Giuseppe Lorenzi

L’esplorazione e il gusto di sperimentare la resistenza dell’argilla, portano Lorenzi ad una simbiosi con la terra in cui si riconosce. Li accomuna una certa fragilità, che, ogni volta, con una sorta di cinismo rispettoso, lo spinge a maltrattarla fino al suo sfinimento, nella ricerca del punto di rottura o del limite di resistenza. Si tratta di ferite, prodotte da stiramenti e ricucite da cui forse, risorgono insieme. Per lo stesso gusto, porta a cottura superfici particolarmente sottili, fogli frastagliati d’impasto refrattario; e sono le crepe rugose sotto lo strato di smalto, a raccontare l’intima e reciproca seduzione di un attimo. Quello che cerca, dice, non è materia ma emozione. E vuole, che l’emozione, sia di chi guarda, “un’impressione nell’espressione”.

Nel tempo delle provocazioni, Lorenzi esprime un temperamento poco provocatorio, e la poetica delle sue opere si adagia più spesso su territori di delicatezza e rispetto, dove è quasi sempre presente la rappresentazione del femminile e di una certa leggerezza.
Si tratta di un femminile appena accennato, il più delle volte distante ma, proprio perché inarrivabile, capace di custodire e proteggere la propria bellezza, la sua fecondità. In questo risiede la provocazione, nel continuo appello alla speranza della bellezza, al centro di una contemporaneità che l’ha dimenticata.

Difficilmente elabora un progetto, che sia un disegno o uno schizzo grafico, piuttosto si rifà alla visualizzazione di un contesto, come una regia mutevole in cui le sue opere prendono posto e ne rafforzano il significato. Del resto la particolarità del Raku, la tecnica ceramica che predilige, è proprio la sua mutevolezza cromatica nel tempo, così come l’assoluta imprevedibilità del risultato al momento della cottura, che fissa i colori sull’argilla.
A distanza di due o tre anni dalla loro realizzazione, i pezzi Raku cambiano tonalità a contatto con l’ossigeno o l’umidità o la luce. E’ materia viva e vivente capace di sorprendere sempre. E nelle fasi di cottura, sono il fuoco e l’ossigeno, indomabili, a determinare la reazione degli ossidi, usati per la decorazione.

Così, la seduzione, deriva dalla sensazione di un’eccitante impotenza, rispetto alla forza del fuoco e degli altri elementi , proprio come nella vita l’ interferire di accadimenti o elementi incontrollabili, determinano risultati inattesi, a volte migliori della stessa aspettativa.

Aperitivo in arte
17 marzo
Dispensa-Pani e Vini
 via Principe Umberto
Torbiato di Adro
Per informazioni:www.dispensafranciacorta.com

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