PER UN BUON, ANZI…BUONISSIMO NATALE

Postato da Roby il 23 dicembre 2009 alle ore 08:00.

 slide_bossola-150x99Natale si avvicina… e tutti noi ci apprestiamo a festeggiarlo con delle buone  bottiglie di Franciacorta, ovviamente. Ma al companatico, ci avete pensato? Panettone e pandoro, naturalmente…ma forse non tutti sanno che la tradizione culinaria bresciana, offre un’alternativa a questi famosissimi dolci natalizi.

Il dolce bresciano per eccellenza è il Bussolà o Bossolà, una sorta di pandoro.

Le origini del Bossolà e del suo nome sono incerte, ma non mancano i riferimenti. Secondo alcuni, il nome deriverebbe dal latino buccella, boccone e pane per gli indigenti, e dal suo derivato buccellatum, che nel tardo latino significa “biscotto” e anche pane di munizione, di riserva militare o d’assedio o galletta. Tuttavia la sua composizione e la sua forma non consentono di dare troppo spazio a questa derivazione: si tratta infatti di un dolce preparato con ingredienti pregiati, e il cui impasto deve essere morbido e soffice.

La versione più accreditata per rintracciare l’etimologia del nome Bossolà fa riferimento ad una derivazione ancora più antica, che affonda le sue radici nel mondo celtico. II termine Bossolà deriverebbe da “bés ‘mbesolàt“, serpente attorcigliato. Secondo i racconti della tradizione, a gennaio nelle valli e nelle campagne bresciane, in modo particolare in Val Saviore e in Franciacorta, si fa vivo il Basilisco, un serpente che la leggenda vuole di aspetto tozzo, munito di corna di mucca e con il capo di pelle di capra, nato da un uovo deposto da un vecchio gallo e covato da un rospo velenoso. In Val Saviore rimane il ricordo di antichi riti pagani (culti druidici) del “divin biscio” e a Cevo si conserva memoria di una leggenda che vorrebbe il “serpente dell’anello” custodito in un antro da una genìa di streghe.

II serpente attorcigliato evoca la ciclicità del tempo e dunque l’eternità. II Bossolà, dunque, è simbolo di continua rinascita e, non a caso, è un dolce che viene associato al periodo natalizio, quando la natura, dopo il sonno dei mesi freddi e dell’autunno, si risveglia con il rinascere della luce: al vecchio anno si sostituisce il nuovo, nell’eterno ripetersi dei cicli naturali II Bossolà è pertanto simbolo benaugurante, che ci ricorda la continua rinascita della vita.

Se volete stupire i vostri ospiti per Natale, ecco la ricetta del vero bossolà.

Bossolà bresciano:


  • 300 g di farina bianca,

  • 200 g di fecola di patate,

  • 200 g di zucchero,

  • 120 g di burro,

  • 4 uova fresche,

  • 40 g di lievito di birra,

  • 1 limone non trattato,

  • 1 bicchiere di latte,

  • ½ stecca di vaniglia,

  • sale

    In un pentolino mettete a scaldare il latte insieme alla stecca di vaniglia che toglierete dopo circa 1/2 ora quindi incorporatevi il lievito e fatelo sciogliere.
    Ricordate che il fuoco deve essere sempre molto basso per non portare mai il latte all’ebollizione. Mescolate la farina e la fecola e montate il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungetevi i tuorli d’uovo, le farine, la scorza di limone grattugiata, un pizzico di sale e iniziate a lavorare per bene. Aggiungete poi gli albumi montati a neve, il lievito con il latte e mescolate ancora fino a che gli ingredienti si saranno tutti ben amalgamati. Imburrate una tortiera con il buco centrale per ciambelle, spolveratela con un po’ di farina bianca e versatevi il composto. Fate lievitare al caldo per 1 ora quindi infornate in forno già caldo a 170° per 40 minuti circa. Passati i 40 minuti, per sapere se la ciambella è cotta, introducete nell’impasto uno stuzzicadenti; se risulterà asciutto, la torta sarà pronta.

    Una versione un po’ più ricca di questa ciambella prevede l’inserimento nell’impasto di una manciata di uvetta e di canditi.

     

 

Lascia un commento