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	<title>Franciacorta Blog &#187; Storia e Territorio</title>
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	<description>Il blog della Franciacorta</description>
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		<title>TERRA MORETTI SOSTIENE IL NUOVO PROGETTO DI OLIVIERO TOSCANI</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 06:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[TERRA MORETTIsostiene il nuovo progetto di Oliviero Toscani: NUOVO PAESAGGIO ITALIANO, realizzato in collaborazione conSalvatore Settis, direttore della Scuola Superiore Normale di Pisa, Marco Magnifico, direttore del FAI, e Canon. Nella cantina Petra di Suvereto (LI) la prima grande esposizione di fotografie (un grande “rotolo” di 100 metri realizzato nei cantieri di Vittorio Moretti) che denunciano il degrado del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4639" class="wp-caption alignleft" style="width: 232px"><a href="http://www.franciacortablog.com/terra-moretti-sostiene-oliviero-toscani-per-il-nuovo-paesaggio-italiano.html"><br />
<img class="size-full wp-image-4639" title="Nuovo paesaggio italiano" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/nuovo-paesaggio-italiano21.jpg" alt="" width="222" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Nuovo paesaggio italiano</p></div>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><strong>TERRA MORETTI</strong>sostiene il nuovo progetto di <strong>Oliviero Toscani</strong>: <strong>NUOVO PAESAGGIO ITALIANO</strong>, realizzato in collaborazione con<strong>Salvatore Settis</strong>, direttore della Scuola Superiore Normale di Pisa, <strong>Marco Magnifico</strong>, direttore del FAI, e <strong>Canon</strong>.</span></span></p>
<p>Nella cantina Petra di Suvereto (LI) la prima grande esposizione di fotografie (un grande “rotolo” di 100 metri realizzato nei cantieri di Vittorio Moretti) che denunciano il degrado del paesaggio italiano. <strong>Sabato 10 luglio</strong> alle ore 18.30<strong> l’inaugurazione</strong>.</p>
<p>Il 15 giugno 2010 è stato presentato a Roma, NUOVO PAESAGGIO ITALIANO, un progetto, che, grazie al contributo di tutti, diventerà un archivio multimediale, un sito Internet:  <a href="http://www.nuovopaesaggioitaliano.it/">www.nuovopaesaggioitaliano.it</a> un’esposizione collettiva in costante aggiornamento. Un contenitore culturale legato e applicato, non solo alla territorialità, ma anche agli usi e ai costumi degli italiani. <span id="more-4564"></span>Spiega <strong>Oliviero Toscani</strong> che lo ha ideato: “<em>Ognuno di noi, con i tanti mezzi tecnologici a disposizione, con il telefonino per esempio, può documentare il degrado in cui viviamo e le infinite brutture, gli sbagli, gli scempi che hanno devastato e continuano a devastare l’Italia. La fotografia, così finalmente diventerà “vera arte”, non da appendere ai muri, ma memoria storica dell’umanità</em>“.</p>
<p>NUOVO PAESAGGIO ITALIANO è un nuovo modo di intendere, comunicare, di parlare di paesaggio, un atteggiamento di difesa e di attacco. Da oltre due anni Oliviero Toscani e La Sterpaia, Bottega dell’Arte della Comunicazione da lui fondata, hanno dato vita a RAZZA UMANA, girando l’Italia per documentare le facce degli italiani e dei nuovi italiani. Oggi RAZZA UMANA è un archivio straordinario di oltre 10.000 ritratti e più di 3.000 interviste video e quest’archivio può essere considerato il “volto” del NUOVO PAESAGGIO ITALIANO che cerca ora “corpo” nel paesaggio, attraverso l’aiuto di tutti. Anche NUOVO PAESAGGIO ITALIANO avrà tante forme e diventerà un archivio fotografico e video (aperto a ricevere il contributo di tutti e a essere consultabile), una serie di mostre fotografiche (strettamente collegate all’archivio che si andrà a formare), la prima delle quali sarà quest’estate a Suvereto presso la cantina Petra di Terra Moretti, un concorso fotografico, una serie di pubblicazioni che possano documentare, i vari passi del progetto, dell’archivio, le fotografie, i video, i contributi letterari, i commenti, le idee che entreranno a far parte di<strong> NUOVO PAESAGGIO ITALIANO.</strong></p>
<p><strong>Vittorio Moretti</strong>, presidente della holding <strong>Terra Moretti</strong>, descrive con queste parole la sua adesione al progetto: “<em>L’idea di appoggiare </em><strong><em>NUOVO PAESAGGIO ITALIANO</em></strong><em> è nata dal mio modo di essere un imprenditore, ma soprattutto un costruttore, perché credo sia doveroso e possibile guardare al nostro paesaggio con un nuovo sguardo, una nuova attenzione. La qualità del nostro lavoro dipende molto dalla committenza e il progetto </em><strong><em>NUOVO PAESAGGIO ITALIANO</em></strong><em>ha in sé la forza di risvegliare un senso, e direi quasi una coscienza estetica di cui noi italiani siamo stati sempre orgogliosi. È quindi auspicabile, se non urgente, un’autocritica radicale che attraverso una fotografia utile richiami tutti gli Italiani alla tutela del bel paesaggio italiano.</em></p>
<p><em>Un paesaggio ordinato non è solo piacevole da vedere, per noi e per gli altri, ma è anche segno di cura, di attenzione riposta in ogni attività svolta. Nel settore del vino, a creare questo senso di ordine ci vengono in aiuto le vigne, che da sole disegnano gli spazi evidenziando con la loro geometria il profilo naturale del territorio.</em></p>
<p><em>In Franciacorta, come in Toscana, abbiamo realizzato alberghi, cantine e campi da golf, un parco delle sculture, sempre con l’intento, molto ambizioso, di creare armonia, di parlare agli ospiti con le immagini, e, ancora, con la convinzione che si torna volentieri, più e più volte, là dove si è incontrata bellezza. Tutto questo impegno ha dato buoni frutti: vivere nel bello e accogliere gli ospiti circondati dalla bellezza è ancora la migliore “leva di marketing”.</em></p>
<p><em>Mi auguro inoltre che le scuole assumano sempre di più l’impegno di trasferire ai nostri figli e ai nostri nipoti il senso del bello e la necessità di proteggere il territorio.  L’appuntamento è dunque a Petra, presso la nostra cantina di Suvereto in Toscana, da luglio a ottobre, per continuare a ripensare al paesaggio italiano.”</em></p>
<p>Le parole di <strong>Salvatore Settis:</strong><br />
<em>“Divorato dall’incuria e dal cemento, il paesaggio italiano sta morendo. Quello che fu il Bel Paese è invaso dalle armate nemiche: ecomostri grandi e piccoli, tetre villette, squallidi capannoni, mesti condomini si insediano in valli, colline, dune, scenari naturali di grande bellezza che i nostri avi hanno reso ancor più armoniosi, e li devastano irreparabilmente. Di fronte a questa peste che cresce ogni giorno, istituzioni, addetti ai lavori, politici d’ogni colore tacciono quasi sempre, complici di fatto del brutto che avanza. Molti italiani chiudono gli occhi, non vogliono vedere, o pensano ai paesaggi d’una volta, o si rifugiano nei lembi di territorio (sempre meno) ancora in salvo (per poco). Aiutiamo gli italiani a riaprire gli occhi, a guardarsi intorno. Fotografiamo gli scempi e le sopraffazioni su un patrimonio che è di tutti, che è la nostra memoria e la nostra anima”.</em></p>
<p>Le parole di <strong>Marco Magnifico</strong>:<br />
<em>“Per molti anni il FAI si è sentito solo, ora con Nuovo Paesaggio Italiano, siamo in buona compagnia per difendere l’Italia e per ribadire un semplice concetto di educazione e civiltà che deve essere condiviso da tutti. Per coinvolgere gli italiani ci vuole coraggio di fare, di dire, di combattere, fare insieme è doveroso e possibile”.</em></p>
<p>Le parole di <strong>Vittorio Sgarbi:</strong><br />
<em>“Dagli anni ’50 a oggi si è registrato un degrado inarrestabile, si è mal costruito più negli ultimi 60 anni che in tutta la storia dell’umanità. Aderire a Nuovo Paesaggio Italiano significa ripensare a un’arcadia possibile, all’integrità di luoghi non violentati, al patrimonio dell’Italia che è e deve essere un valore, per il quale sarebbe più appropriato dare il nome di Ministero Tesoro”.</em></p>
<p><strong>Per partecipare, inviate le immagini e video a:</strong></p>
<p><strong>mail:</strong> nuovopaesaggioitaliano.it</p>
<p><strong>mms: </strong>3381163674</p>
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		<title>FRANCIACORTA IN CARROZZA</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Desiderate fare una bella gita tra le vigne , le colline e i castelli della Franciacorta in carrozza o a cavallo?  Potete farlo all’Agriturismo Cascina del Cardinale di Passirano , che propone lezioni e gite a cavallo o in carrozza (costituita da 8 posti), nelle splendide colline della Franciacorta, con partenza  dall’agriturismo e arrivo al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4204" href="http://www.franciacortablog.com/gita-in-carrozza-tra-i-vigneti-e-le-colline-della-franciacorta.html/mini-img_0640"><img class="alignleft size-full wp-image-4204" title="mini-IMG_0640" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/mini-IMG_0640.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Desiderate fare una bella gita tra le vigne , le colline e i castelli della Franciacorta in carrozza o a cavallo?</p>
<p> Potete farlo all’<strong>Agriturismo Cascina del Cardinale </strong>di Passirano , che propone lezioni e gite a cavallo o in carrozza (costituita da 8 posti), nelle splendide colline della Franciacorta, con partenza  dall’agriturismo e arrivo al castello di Passirano.</p>
<p>Il percorso è della durata di 1h ed è lungo 13 km, accompagnati da una guida che descriverà le bellezze naturali, artistiche e storiche della Franciacorta.<span id="more-4156"></span></p>
<div id="attachment_4229" class="wp-caption alignleft" style="width: 322px"><a rel="attachment wp-att-4229" href="http://www.franciacortablog.com/gita-in-carrozza-tra-i-vigneti-e-le-colline-della-franciacorta.html/attachment/2281787"><img class="size-medium wp-image-4229 " title="2281787" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/2281787-390x290.jpg" alt="" width="312" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">Castello di Passirano</p></div>
<p>Oltre all’agriturismo c’è anche il <strong>Vivaio Garbellini</strong> che offre una vasta gamma di piante e fiori.</p>
<p>Piante di alto fusto, ulivi, cespigli ed arbusti, erbacee perenni ed annuali, fiori (begonie, gerani, ecc), piante da balcone e da interni, arbusti da fioriera sono solo alcune delle specie che abbiamo costantemente in assortimento.</p>
<p>Potrete trovare inoltre, vasi in cotto, in resina, in graniglia, in materiale sintetico, concimi e terricci, sassi colorati per decorazione, tufo in mattoni di tutte le misure, fontane in marmo ed altri materiali.</p>
<p>Il vivaio si estende su una superficie di oltre 8.000 mq, ed è interamente adibito alla coltura ed alla coltivazione di piante in contenitore disponibili durante tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno in tante specie e nelle diverse misure.</p>
<p>Presso la sede è possibile visitare la <strong>CasaMuseo della Civiltà Contadina Antica Torre.</strong></p>
<p>A differenza di un normale museo, la CasaMuseo riproduce fedelmente la tipica cascina padana dei primi del&#8217;900 in tutti i dettagli, anche i più piccoli, con una grandissima fedeltà e con la possibilità di rivivere l&#8217;emozione di immergersi nell&#8217; ambiente, viverlo e farlo rivivere.</p>
<p>Qui è presente una grande quantità di oggetti del mondo rurale appartenenti al nostro passato, il tutto in perfetto stato di conservazione ed in grado quindi di mostrare il loro utilizzo ai visitatori; per questo non si tratta di un Museo tradizionale, infatti gli attrezzi possono essere tranquillamente utilizzati e dimostrati al fine di capirne bene la funzione, il significato e lo scopo che avevano al tempo.</p>
<p>La CasaMuseo ha anche, al suo interno, una sezione specificatamente dedicata alla cultura del <strong>VINO IN FRANCIACORTA</strong>, ed è quindi possibile organizzare visite guidate<strong> </strong>con la spiegazione della coltura delle viti, del ciclo produttivo e del processo di vinificazione, anche con degustazioni ed assaggio guidato del vino della Franciacorta, noto ed apprezzato ormai in tutto il mondo. Così anche per quanto riguarda il miele, i formaggi e il pane.<br />
Particolarmente gradita è l&#8217;organizzazione di visite organizzate e, soprattutto, delle <strong>scolaresche </strong>che potranno anche realizzare laboratori pratici e partecipare alle varie attività didattiche, compreso il <strong>LABORATORIO DI BAGHET</strong>, l&#8217;antica cornamusa tradizionale delle nostre parti recentemente riscoperta e disponibile in vari e diversi esemplari presso la CasaMuseo.</p>
<p>Per quello che concerne la <strong>FATTORIA DIDATTICA</strong>, le gabbie degli animali da cortile sono state studiate appositamente in modo da garantire piena visibilità anche ai visitatori più piccoli, ma al tempo stesso fornire una sicura distanza di sicurezza a livello igienico.</p>
<p>Su richiesta è anche possibile prevedere un particolare laboratorio dedicato alla musica ed alle danze della tradizione popolare con la presenza di musicisti che usano strumenti tipici della zona prealpina ed alpina con particolare riferimento al <strong>baghèt</strong>, la tipica e caratteristica cornamusa lombarda, ma sono disponibili anche altri strumenti tradizionali popolari locali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Per maggiori informazioni</strong>:</p>
<p>Enrica : 3463179349</p>
<p><strong>Per mangiare all’agriturismo</strong>:</p>
<p>Angelo: 3495981163</p>
<p>Azienda Agricola Vivaio Garbellini</p>
<p>Via Vallosa  29 A – Passirano</p>
<p>www.vivaiogarbellini.it</p>
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		<title>ADOTTA UN ALBERO A ROVATO</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 06:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anno scorso, il Comune di Rovato aveva invitato i cittadini a partecipare al progetto Adotta un albero, un&#8217; iniziativa che prevedeva la possibilità di prendersi cura di alcuni nuovi alberi piantati nel paese. Ora che è iniziata la primavera, veranno piantati gli alberi adottati: un tiglio, una quercia e sei aceri. I volontari, dopo aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.franciacortablog.com/adotta-un-albero-a-rovato.html"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3967" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/acer-palmatum-11-142x150.jpg" alt="" width="142" height="150" /></a>L&#8217;anno scorso, il Comune di Rovato aveva invitato i cittadini a partecipare al progetto <em>Adotta un albero, </em>un&#8217; iniziativa che prevedeva la possibilità di prendersi cura di alcuni nuovi alberi piantati nel paese.</p>
<p>Ora che è iniziata la primavera, veranno piantati gli alberi adottati: un tiglio, una quercia e sei aceri. <span id="more-3839"></span>I volontari, dopo aver ricevuto dal Comune l&#8217;attrezzatura necessaria, avranno  il compito di accudire, per i primi 2 anni, le nuove pianticelle, assicurandosi che non deperiscano o muoiano.</p>
<p>L&#8217;Amministrazione comunale di Rovato inoltre, si impegna a riproporre l&#8217;iniziativa anche l&#8217;anno prossimo, confidando nel &#8220;pollice verde&#8221; dei rovatesi.</p>
<p>Per maggiori informazioni sull&#8217;iniziativa si può contattare direttamente l<strong>&#8216;Ufficio Ecologia del Comune</strong> al numero 030/7713263 o via mail: <a href="mailto:ufficio.ecologia@comunedirovato.it">ufficio.ecologia@comunedirovato.it</a></p>
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		<title>XVIII PRIMAVERA CULTURALE DI FRANCIACORTA E SEBINO</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Da venerdì 5 marzo a sabato 29 maggio 2010 si svolgerà, in vari comuni della Franciacorta, la manifestazione culturale “Primavera culturale di Franciacorta e Sebino”. L&#8217;iniziativa, giunta alla sua diciottesima edizione, è un concorso tra tesi di laurea di vario tipo, ma tutte accomunate dall&#8217;argomento affrontato: il territorio della Franciacorta, visto da vari punti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->Da venerdì 5 marzo a sabato 29 maggio 2010 si svolgerà, in vari comuni della Franciacorta, la manifestazione culturale “Primavera <a rel="attachment wp-att-3251" href="http://www.franciacortablog.com/xviii-primavera-culturale-di-franciacorta-e-sebino.html/cartina-franciacorta"><img class="alignleft size-full wp-image-3251" title="cartina franciacorta" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cartina-franciacorta.jpg" alt="" width="131" height="92" /></a>culturale di Franciacorta e Sebino”. L&#8217;iniziativa, giunta alla sua diciottesima edizione, è un concorso tra tesi di laurea di vario tipo, ma tutte accomunate dall&#8217;argomento affrontato: il territorio della Franciacorta, visto da vari punti di vista.<span id="more-3250"></span></p>
<p>Si tratta di un&#8217;iniziativa che permette di conoscere aspetti insoliti e particolari di questa terra dalle mille sfaccettature: si spazia dalla storia dell&#8217;arte all&#8217;enologia, dall&#8217;archeologia alla storia.</p>
<p>Gli incontri si tengono alle ore 20.30 in vari comuni della Franciacorta. L&#8217;ingresso è libero. Il programma è scaricabile all&#8217;indirizzo <a href="http://www.stradadelfranciacorta.it/it/news.php">http://www.stradadelfranciacorta.it/it/news.php</a>.</p>
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		<title>CON METAFACILE LA FRANCIACORTA DIVENTA VIRTUALE</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 06:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Altra iniziativa della Strada del Franciacorta è Metafacile, la prima “guida virtuale” della Franciacorta. Metafacile è un sistema di navigazione satellitare che guida il turista lungo vie e sentieri della Franciacorta, alla scoperta di borghi, cantine, ristoranti e luoghi di interesse. MetaFacile mette a disposizione tre diversi itinerari: enogastronomico, storico-culturale e naturalistico. Il primo itinerario, mostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-3164" href="http://www.franciacortablog.com/3161.html/metafacile_auto_scheda"><img class="size-medium wp-image-3164 aligncenter" title="Metafacile_auto_scheda" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/Metafacile_auto_scheda-389x259.jpg" alt="" width="389" height="259" /></a></p>
<p>Altra iniziativa della<em> Strada del Franciacorta è <strong>Metafacile</strong>,</em> la prima “guida virtuale” della Franciacorta.<strong> Metafacile </strong>è un <strong>sistema di navigazione satellitare che guida il turista lungo vie e sentieri della Franciacorta</strong>, alla scoperta di borghi, cantine, ristoranti e luoghi di interesse. MetaFacile mette a disposizione tre diversi itinerari: <strong>enogastronomico</strong>, <strong>storico-culturale </strong>e <strong>naturalistico</strong>.<span id="more-3161"></span></p>
<p>Il primo itinerario, mostra al turista le varie cantine, infatti la Franciacorta è terra di grandi “bollicine”, inoltre segnala  hotel, agriturismi e dimore storiche lungo la strada del vino. Il secondo, soddisfa il visitatore che predilige i percorsi culturali indirizzandolo verso i tesori architettonici e artistici. Il terzo, è una guida perfetta per il turista della natura, con proposte che evidenziano le bellezze paesaggistiche.</p>
<p>Il viaggiatore potrà programmare Metafacile in base alla durata del soggiorno e impiegare al meglio il suo tempo in Franciacorta, il dispositivo presenterà il tragitto e ne darà un’interessante presentazione mediante un filmato o una scheda informativa.</p>
<p>Metafacile è un software creato dalla società bresciana Blulinda per la Franciacorta, integrato al navigatore Tom Tom 5 e installato su computer palmare. MetaFacile può essere noleggiato presso Le Cantine di Franciacorta e l’Enoteca Frati, grandi wine shops di Erbusco e Rovato aperti anche nel fine settimana, il costo è di 10 euro per un giorno, 25 euro tre giorni e 50 euro per una settimana. È possibile prenotare il noleggio su <a href="http://www.stradadelfranciacorta.it/">www.stradadelfranciacorta.it</a>.</p>
<p>Chi già possiede un dispositivo con navigatore gps può scaricare i percorsi dal seguente sito: <a href="http://www.stradadelfranciacorta.it/it/strada/itinerari.php">www.stradadelfranciacorta.it/it/strada/itinerari.php</a>..</p>
<p>Ancora una volta, la Franciacorta si conferma tecnologicamente avanzato ed accogliente verso l’enoturista.</p>
<p><strong>Per maggiori informazioni</strong>: Strada del vino Franciacorta, Via G. Verdi, 53 &#8211; I-25030 Erbusco (BS)   Tel. +39/030/7760870 Fax +39/030/7768539<br />
<a href="mailto:associazione@stradadelfranciacorta.it">associazione@stradadelfranciacorta.it</a> <a href="http://www.stradadelfranciacorta.it/">www.stradadelfranciacorta.it</a></p>
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		<title>FRANCIACORTA.MOBI: LA FRANCIACORTA DIRETTAMENTE SUL CELLULARE</title>
		<link>http://www.franciacortablog.com/campionato-italiani-baristi-caffetteria.html</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 06:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[La Franciacorta arriva direttamente sul telefonino: una novità, concretizzata grazie alle moderne tecnologie e dall&#8217; Associazione Strada del Franciacorta che associa 40 cantine, alberghi, ristoranti, agriturismi, enoteche, dimore storiche e Comuni. La nuova possibilità viene offerta ai turisti e ai moderni enonauti, da franciacorta.mobi: il portale ottimizzato per telefoni cellulari che consente di avere direttamente sul proprio dispositivo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3167" class="wp-caption alignleft" style="width: 217px"><a rel="attachment wp-att-3167" href="http://www.franciacortablog.com/campionato-italiani-baristi-caffetteria.html/abbazia"><img class="size-medium wp-image-3167 " title="abbazia" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/abbazia-296x400.jpg" alt="" width="207" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Franciacorta.mobi</p></div>
<p>La Franciacorta arriva direttamente sul telefonino: una novità, concretizzata grazie alle moderne tecnologie e dall&#8217; <strong>Associazione Strada del Franciacorta</strong> che associa 40 cantine, alberghi, ristoranti, agriturismi, enoteche, dimore storiche e Comuni. La nuova possibilità viene offerta ai turisti e ai moderni enonauti, da <strong>franciacorta.mobi</strong><em>:</em> il portale ottimizzato per telefoni cellulari che consente di avere direttamente sul proprio dispositivo, una guida interattiva.<span id="more-3155"></span></p>
<p>Basta digitare <strong>www.franciacorta.mobi</strong> sul proprio cellulare dotato di connessione Internet, dopodiché  si può accedere, come davanti a un normale computer,  a tutti i contenuti del sito.</p>
<p>Questo  permette, in tempo reale e ovunque ci si trovi, di avere notizie e consigli sul territorio: dove degustare le bollicine, assaporare i piatti tipici del luogo, pernottare e quali monasteri, palazzi e borghi visitare in zona. Un modo nuovo e innovativo, dunque, per orientarsi con facilità tra cantine, vigneti storia, arte e cultura.<span id="_marker"> </span></p>
<p>Per maggiori informazioni: Associazione Strada del Franciacorta</p>
<p>Tel. 030/7760870, <a href="http://www.stradadelfranciacorta.it/">www.stradadelfranciacorta.it</a></p>
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		<title>NASCE LA PRIMA SCUOLA ITALIANA DI POTATURA DELLA VITE</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 06:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via la prima Scuola Italiana di Potature della Vite, l&#8217; hanno ideata i due tecnici friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, i così detti &#8220;Preparatori d&#8217;uva&#8220;.  Questa scuola è unica nel suo genere non solo in Italia, ma a livello internazionale, diventando un centro di formazione permanente e corsi in partnership con importanti centri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.franciacortablog.com/nasce-prima-scuola-italiana-di-potatura-della-vite.html"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3131" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/potatura-vite-1_1-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a></p>
<p>Al via la prima Scuola Italiana di Potature della Vite, l&#8217; hanno ideata i due tecnici friulani <strong>Marco Simonit</strong> e <strong>Pierpaolo Sirch</strong>, i così detti &#8220;<em>Preparatori d&#8217;uva</em>&#8220;.</p>
<p> Questa scuola è unica nel suo genere non solo in Italia, ma a livello internazionale, diventando un centro di formazione permanente e corsi in partnership con importanti centri di ricerca e università in 8 regioni fra le più rappresentative dell&#8217;eccellenza della viticoltura italiana: Lombardia, Valle d&#8217;Aosta, Piemonte, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Campania, Sicilia. Una scuola aperta a viticoltori e non, le cui lezioni si articolano in due fasi: 20 ore in inverno, con la parte teorica e la parte pratica in vigna per gli interventi sul legno in fase di potatura. Altre 12 ore in primavera, per la gestione del verde.<span id="more-2850"></span><br />
L&#8217;obiettivo è recuperare l&#8217;antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi rispettosi della salute della pianta, che permettono addirittura di raddoppiarne l&#8217;età, il che comporta un importante risparmio per le aziende, la riduzione considerevole dei costi in vigna con la diminuzione delle ore di potatura (dal 30 al 50%) e piante longeve che danno uve (e quindi vini) di qualità superiore. Un nuovo mestiere antichissimo, quello del potatore, che riacquista quindi nuova dignità e apre ai giovani, interessanti prospettive nel settore della green economy.<br />
La Scuola Italiana di Potatura della Vite è il risultato di un lungo lavoro, che Marco Simonit e Pierpaolo Sirch hanno iniziato oltre 20 anni fa, e che li ha portati a ideare un nuovo metodo di potatura <em>soft</em> &#8211; con radici nella tradizione, che preserva la vite dal precoce deperimento cui si è assistito negli ultimi anni- denominato &#8220;<em>Metodo Simonit &amp; Sirch</em>&#8220;. Dalle loro sperimentazioni è, infatti, emerso che il segreto della longevità della vite dipende in particolare da una potatura corretta, che non provochi ferite sulle porzioni vitali della pianta. Affiancati nel loro percorso dal prof. <strong>Attilio Scienza</strong>, i due tecnici sono oggi consulenti di una quarantina d’aziende fra le più prestigiose a livello nazionale. Fra quelle che hanno abbracciato la loro filosofia e adottato il loro metodo ci sono Angelo Gaja e Spinetta in Piemonte; <strong>Bellavista in Franciacorta</strong>; Ferrari, Cavit, San Leonardo e Pojer&amp;Sandri in Trentino; Hofstatter e Tenuta Manincor in Alto Adige; il Gruppo Italiano Vini, San Felice, Podere Forte e Col d&#8217;Orcia in Toscana; Feudi di San Gregorio in Campania; Planeta e Tasca d&#8217;Almerita in Sicilia, oltre ad importanti aziende in Friuli.</p>
<p> &#8221;<em>Già dopo i primi 5 anni di lavoro con i Preparatori d&#8217;uva</em> &#8211; racconta <strong>Mattia Vezzola</strong>, enologo di<strong> Bellavista</strong> in Franciacorta- <em>possiamo considerare un miglioramento oggettivo e tangibile della qualità patrimoniale delle vigne, una maggior uniformità di sanità e di produttività della pianta, un risparmio economico sulla potatura e quindi sulla gestione generale e, dato per noi fondamentale, una sostanziale presa di coscienza da parte di tutto il personale dell&#8217;utilità del miglioramento del proprio bagaglio professionale”</em>.</p>
<p>Il metodo di potatura <em>Simonit&amp;Sirch-Preparatori d&#8217;Uva, </em>dunque<em>,</em> è diventato un importante strumento che accompagna le più grandi aziende vinicole nella ricerca della longevità per i loro vigneti.</p>
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		<title>FRANCIACORTA BY BIKE</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 06:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi gelidi giorni invernali forse pochi ardimentosi osano avventurarsi all&#8217;aperto e inforcare la bicicletta, ma, per tutti quelli come la sottoscritta che non vedono l&#8217;ora di godersi un po&#8217; di sole e di calore e stanno già pianificando le prossime escursioni per la stagione primaverile, ecco un modo alternativo di scoprire ed esplorare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<div id="attachment_2937" class="wp-caption aligncenter" style="width: 400px"><a href="http://www.franciacortablog.com/franciacorta-by-bike.html"><img class="size-medium wp-image-2937" title="Itinerari bici" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/itinerari-bici-390x270.gif" alt="" width="390" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Itinerari bici</p></div>
<p>In questi gelidi giorni invernali forse pochi ardimentosi osano avventurarsi all&#8217;aperto e inforcare la bicicletta, ma, per tutti quelli come la sottoscritta che non vedono l&#8217;ora di godersi un po&#8217; di sole e di calore e stanno già pianificando le prossime escursioni per la stagione primaverile, ecco un modo alternativo di scoprire ed esplorare la Franciacorta.<span id="more-2936"></span></p>
<p>Una controllata alle gomme, una ai freni&#8230;e via! Salite in sella alla vostra bici e preparatevi ad assaporare lentamente quest&#8217;angolo di mondo.</p>
<p>In questo post vi propongo tre itinerari, adatti a tutti, che permettono di esplorare angoli suggestivi della Franciacorta.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il primo</span>, con partenza ed arrivo ad Iseo, vi permette di ammirare il lago e le Torbiere, vi fa sfiorare (solo sfiorare, eh!) la sponda bergamasca, e inoltrare tra alcuni dei più bei borghi della Franciacorta: Colombaro, Nigoline, con Palazzo Torri e la chiesa di Santa Eufemia, Adro, con il santuario della Madonna della Neve, e poi ancora Erbusco e la cantina Cà del Bosco, il cui ingresso è stato realizzato dall&#8217;artista Arnaldo Pomodoro. Si prosegue poi con Calino, frazione di Cazzago San Martino, e la deliziosa chiesa di Santo Stefano, da cui si può godere un incantevole panorama sulla campagna circostante&#8230;e poi via di nuovo, verso Bettolino di Monterotondo e Borgonato, sede della celeberrima Berlucchi. Ci stiamo riavvicinando al nostro punto di partenza: ecco di nuovo davanti ai nostri occhi Timoline e, pedalando pedalando, gli specchi d&#8217;acqua delle Torbiere.</p>
<p>Per <span style="text-decoration: underline;">il secondo percorso</span> punto di partenza è Rodengo Saiano, dove sorge la famosa abbazia olivetana (da visitare!). Dirigendosi verso Monticelli Brusati e Ome si incontra, sulla sinistra, il maglio Averoldi; proseguendo, si fiancheggia lo storico Palazzo Pisa. Dopo una piacevole discesa (!), ecco Zurane e, più oltre, Provaglio d&#8217;Iseo: immancabile una visita al monastero di San Pietro in Lamosa. Risalite in sella alla bici, seguendo i segnali per la pista ciclabile Brescia-Paratico, che vi condurrà prima a Passirano e poi a Camignone, dove sorge la maestosa villa Catturich Ducco. Un veloce passaggio a Paderno Franciacorta ed eccovi di nuovo a Rodengo Saiano, capolinea del tour.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Terzo</span> itinerario: punto di partenza è Erbusco, e precisamente la suggestiva Villa Lechi, che si può ammirare solo esternamente, a meno di non imbucarsi a qualche evento! Prendete la discesa, passate palazzo Longhi dei Carli e seguite le indicazioni per Iseo; dopo circa 1200 metri, girate a destra: arrivate così a Calino. Proseguite per Bornato, che attraverserete costeggiando il Castello; superato il passaggio a livello, proseguite per Cazzago San Martino e, da lì, per Rovato. Si entra dal paese dal quartiere di San Rocco, uno dei più antichi del paese; proseguendo, ecco Castello Quistini. Il paese merita indubbiamente una breve visita, in particolare la chiesa di Santo Stefano e (per i più allenati) il convento della Santissima Annunciata, a metà costa del Monte Orfano.</p>
<p>Se non vi sentite abbastanza motivati per affrontare la salita, proseguite in direzione Coccaglio e, da lì, avviatevi a Cologne: i due paesi sono collegati da una bellissima pista ciclabile, all&#8217;ombra del monte, meta di sportivi in ogni stagione. Una volta a Cologne, proseguite per qualche centinaio di metri, fino a trovare le indicazioni per Adro e Iseo: dopo un sottopasso, vi troverete nuovamente a Erbusco.</p>
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		<title>ALLA SCOPERTA DEI TESORI DELLA FRANCIACORTA – PARTE IX</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 06:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi Franciacorta Blog si spinge agli estremi confini orientali della Franciacorta: meta dell&#8217;escursione virtuale di oggi è infatti Rodengo Saiano. Per chi non lo sapesse, Rodengo, ben prima di essere la gloriosa sede dell&#8217;Outlet Franciacorta, è stata, ed è tuttora il paese dove sorge l&#8217;abbazia olivetana, uno dei più maestosi e ricchi, dal punto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2901" href="http://www.franciacortablog.com/alla-scoperta-dei-tesori-della-franciacorta-parte-ix.html/abbaz"></a>Oggi Franciacorta Blog si spinge agli estremi confini orientali della Franciacorta: meta dell&#8217;escursione virtuale di oggi è infatti Rodengo Saiano. Per chi non lo sapesse, Rodengo, ben prima di essere la gloriosa sede dell&#8217;Outlet Franciacorta, è stata, ed è tuttora il paese dove sorge l&#8217;abbazia olivetana, uno dei più maestosi e ricchi, dal punto di vista artistico, complessi religiosi del nord Italia.<span id="more-2900"></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2902" href="http://www.franciacortablog.com/alla-scoperta-dei-tesori-della-franciacorta-parte-ix.html/abbaz-2"><img class="alignleft size-full wp-image-2902" title="abbaz" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/abbaz1.jpg" alt="" width="137" height="102" /></a>Fondata dai monaci cluniacensi prima del 1050, l&#8217;abbazia venne edificata su un importante quadrivio romano che portava a Brescia, e serviva da punto di alloggio e ristoro per i pellegrini in viaggio verso Roma. Nel 1446 la primitiva abbazia fu consegnata all&#8217;Ordine Benedettino Olivetano di Monte Oliveto Maggiore (Siena), con l&#8217;obiettivo di consolidare la fede nella zona e avere una più forte influenza sul territorio. I monaci iniziarono subito la costruzione dei primi due chiostri, l&#8217;ampliamento della chiesa e, contemporaneamente, si dedicarono alla bonifica dei territori circostanti, di proprietà dell&#8217;abbazia, costituendo aziende agricole molto efficienti di cui rimane una vasta testimonianza pregevole anche dal punto di vista artistico. Fra il &#8217;500 ed il &#8217;600 operarono nel monastero, secondo le antiche usanze benedettine, i massimi esponenti artistici del Bresciano, tra i quali Foppa, Romanino, Moretto, Gambara e Cossali, mentre in epoche successive vi lavorarono il pittore cremasco Barbelli ed i pittori dell&#8217;area milanese Sassi, Castellini e Lecchi, dei quali sono visibili numerose opere all&#8217;interno della chiesa. Pregevoli opere in ceramica (chiostro maggiore), lignee (coro a tarsie datato 1480 conservato nella chiesa), marmoree (stemmi ed emblemi dell&#8217;Ordine) oltre che monumentali ed architettoniche fanno del complesso monastico l&#8217;edificio religioso più significativo della provincia.</p>
<p>Con l&#8217;avvento napoleonico l&#8217;abbazia, abbandonata e divenuta sede di una fattoria, iniziò il suo lento declino; bisognerà attendere l&#8217;intervento del Papa bresciano Paolo VI, richiesto dalla popolazione sia locale che di tutta la provincia, per far tornare, nel 1969, i monaci olivetani, che da allora si dedicano, con il sostegno della Sovrintendenza ai monumenti di Brescia e di numerose associazioni, al recupero del complesso sia dal punto di vista architettonico che religioso.</p>
<p>L&#8217;abbazia è composta da un corpo centrale costituito da tre chiostri, con la chiesa di S. Nicola lungo il fianco di uno di essi, e da una serie di rustici che circondano tutto il complesso; antistante il vecchio accesso monumentale vi è un vasto brolo cintato.<br />
Nella sagrestia si possono ammirare gli splendidi affreschi del Romanino (<em>Madonna con i Santi Benedetto e Nicola</em> e <em>Gesù e la Samaritana al pozzo</em>) mentre la volta è completamente ricoperta da un ciclo di affreschi seicenteschi e racchiude in undici lunette gli episodi della vita di S. Benedetto.<br />
Molto interessante l&#8217;aula capitolare, con pitture di Pietro da Marone, contenente tombe sepolcrali marmoree di due monaci. Nell&#8217;antirefettorio vi sono affreschi di Lattanzio Gambara, datati 1570, su temi dell&#8217;Apocalisse ed episodi del Vecchio Testamento, recentemente restaurati.<br />
Il refettorio venne sopraelevato nel 1600, per cui si sono persi i dipinti più antichi, ad eccezione della <em>Crocifissione</em> del Foppa, conservatasi sulla parete di fondo. Sono invece ben visibili le decorazioni seicentesche di T. Sardini e G. Cossali.<br />
Nel refettorio degli ospiti si possono vedere le copie di due importanti <em>Cene</em> del Romanino, i cui affreschi originali sono stati trasportati nella Pinacoteca di Brescia, mentre rimangono ben conservati affreschi del pittore bresciano rappresentanti una <em>Madonna</em>, una singolare <em>Piattiera</em> e stemmi dell&#8217;Ordine.</p>
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		<title>PER UN BUON, ANZI&#8230;BUONISSIMO NATALE</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 06:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[ Natale si avvicina&#8230; e tutti noi ci apprestiamo a festeggiarlo con delle buone  bottiglie di Franciacorta, ovviamente. Ma al companatico, ci avete pensato? Panettone e pandoro, naturalmente&#8230;ma forse non tutti sanno che la tradizione culinaria bresciana, offre un&#8217;alternativa a questi famosissimi dolci natalizi. Il dolce bresciano per eccellenza è il Bussolà o Bossolà, una sorta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> </span><img class="alignleft size-full wp-image-2658" title="slide_bossola-150x99" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/slide_bossola-150x991.jpg" alt="slide_bossola-150x99" width="150" height="99" />Natale si avvicina&#8230; e tutti noi ci apprestiamo a festeggiarlo con delle buone <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> </span></span>bottiglie di Franciacorta, ovviamente. Ma al companatico, ci avete pensato? Panettone e pandoro, naturalmente&#8230;ma forse non tutti sanno che la tradizione culinaria bresciana, offre un&#8217;alternativa a questi famosissimi dolci natalizi. <span id="more-2646"></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il dolce bresciano per eccellenza è il <strong>Bussolà</strong> o <strong>Bossolà,</strong> una sorta di pandoro.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Le origini del<strong> Bossolà</strong> e del suo nome sono incerte, ma non mancano i riferimenti. Secondo alcuni, il nome deriverebbe dal latino </span><em><span style="font-family: Arial,sans-serif;">buccella</span></em><span style="font-family: Arial,sans-serif;">, boccone e pane per gli indigenti, e dal suo derivato </span><em><span style="font-family: Arial,sans-serif;">buccellatum</span></em><span style="font-family: Arial,sans-serif;">, che nel tardo latino significa &#8220;biscotto&#8221; e anche pane di munizione, di riserva militare o d&#8217;assedio o galletta. Tuttavia la sua composizione e la sua forma non consentono di dare troppo spazio a questa derivazione: si tratta infatti di un dolce preparato con ingredienti pregiati, e il cui impasto deve essere morbido e soffice.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La versione più accreditata per rintracciare l&#8217;etimologia del nome Bossolà fa riferimento ad una derivazione ancora più antica, che affonda le sue radici nel mondo celtico. II termine Bossolà deriverebbe da &#8220;</span><em><span style="font-family: Arial,sans-serif;">bés &#8216;mbesolàt</span></em><span style="font-family: Arial,sans-serif;">&#8220;, serpente attorcigliato. Secondo i racconti della tradizione, a gennaio nelle valli e nelle campagne bresciane, in modo particolare in Val Saviore e in Franciacorta, si fa vivo il Basilisco, un serpente che la leggenda vuole di aspetto tozzo, munito di corna di mucca e con il capo di pelle di capra, nato da un uovo deposto da un vecchio gallo e covato da un rospo velenoso. In Val Saviore rimane il ricordo di antichi riti pagani (culti druidici) del &#8220;divin biscio&#8221; e a Cevo si conserva memoria di una leggenda che vorrebbe il &#8220;serpente dell&#8217;anello&#8221; custodito in un antro da una genìa di streghe. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">II serpente attorcigliato evoca la ciclicità del tempo e dunque l&#8217;eternità. II Bossolà, dunque, è simbolo di continua rinascita e, non a caso, è un dolce che viene associato al periodo natalizio, quando la natura, dopo il sonno dei mesi freddi e dell&#8217;autunno, si risveglia con il rinascere della luce: al vecchio anno si sostituisce il nuovo, nell&#8217;eterno ripetersi dei cicli naturali II Bossolà è pertanto simbolo benaugurante, che ci ricorda la continua rinascita della vita. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Se volete stupire i vostri ospiti per Natale, ecco la ricetta del vero bossolà.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Bossolà bresciano</strong>:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><br />
</span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<colgroup span="1">
<col span="1" width="256"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="100%" height="227" valign="top">
<ul>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">300 g di farina bianca, </span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">200 g di fecola di patate, </span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">200 g di zucchero, </span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">120 g di burro, </span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">4 uova fresche, </span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">40 g di lievito di birra, </span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">1 limone non trattato, </span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">1 bicchiere di latte,</span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">½ stecca di vaniglia, </span></p>
</li>
<li>
<p align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">sale</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">In un pentolino mettete a scaldare il latte insieme alla stecca di vaniglia che toglierete dopo circa 1/2 ora quindi incorporatevi il lievito e fatelo sciogliere.<br />
Ricordate che il fuoco deve essere sempre molto basso per non portare mai il latte all&#8217;ebollizione. Mescolate la farina e la fecola e montate il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungetevi i tuorli d&#8217;uovo, le farine, la scorza di limone grattugiata, un pizzico di sale e iniziate a lavorare per bene. Aggiungete poi gli albumi montati a neve, il lievito con il latte e mescolate ancora fino a che gli ingredienti si saranno tutti ben amalgamati. Imburrate una tortiera con il buco centrale per ciambelle, spolveratela con un po&#8217; di farina bianca e versatevi il composto. Fate lievitare al caldo per 1 ora quindi infornate in forno già caldo a 170° per 40 minuti circa. Passati i 40 minuti, per sapere se la ciambella è cotta, introducete nell&#8217;impasto uno stuzzicadenti; se risulterà asciutto, la torta sarà pronta. </span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Una versione un po&#8217; più ricca di questa ciambella prevede l&#8217;inserimento nell&#8217;impasto di una manciata di uvetta e di canditi.</span></p>
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</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"> </p>
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