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	<title>Franciacorta Blog &#187; Visite in cantina</title>
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	<description>Il blog della Franciacorta</description>
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		<title>L&#8217;ESSENZA SENSUALE E GENIALE DI ANTICA FRATTA</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 06:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visite in cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo andati a Monticelli Brusati, a visitare la cantina Antica Fratta. Ad accompagnarci nel nostro viaggio vinicolo è Marcello Bruschetti, l’amministratore di Antica Fratta. Lo incontriamo nello splendido giardino che circonda la villa. L’azienda vinicola fu costruita a metà dell’800 dal cavaliere di Gran Croce Luigi Rossetti, progettata appositamente per la produzione e la vendita di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4842" class="wp-caption aligncenter" style="width: 405px"><a rel="attachment wp-att-4842" href="http://www.franciacortablog.com/lessenza-sensuale-e-geniale-di-antica-fratta.html/img_2937"><img class="size-full wp-image-4842 " title="Antica Fratta" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_2937.jpg" alt="" width="395" height="271" /></a><p class="wp-caption-text">Antica Fratta</p></div>
<p>Siamo andati a Monticelli Brusati, a visitare la cantina <strong>Antica Fratta</strong>.</p>
<p>Ad accompagnarci nel nostro viaggio vinicolo è <strong>Marcello Bruschetti</strong>, l’amministratore di Antica Fratta. Lo incontriamo nello splendido giardino che circonda la villa.<span id="more-4806"></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-4909" href="http://www.franciacortablog.com/lessenza-sensuale-e-geniale-di-antica-fratta.html/img_2936fratta"><img class="alignleft size-full wp-image-4909" title="IMG_2936fratta" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_2936fratta.jpg" alt="" width="170" height="255" /></a>L’azienda vinicola fu costruita a metà dell’800 dal cavaliere di Gran Croce <strong>Luigi Rossetti</strong>, progettata appositamente per la produzione e la vendita di vino in maniera professionale. La cantina fu creata scavando nella roccia viva, sotto la collina retrostante la villa. Costituita da quattro tronchi di galleria disposti a croce greca, poteva contenere ben 6.000 ettolitri di vino (una quantità enorme per il tempo ed infatti era la più grande della provincia di Brescia e forse di Lombardia).</p>
<p>All’epoca, si entrava nella cantina con i carri e si accedeva così nell’enorme portico dove si pressava il vino, oggi grande sala (sala Portico) dove fino a poco tempo fa, si svolgevano eventi e cerimonie e che presto diventerà un grande show room per mostrare il &#8220;mondo&#8221; di Antica Fratta.</p>
<p>Le gallerie sono profonde ben 12 metri con una temperatura di 11-14 °C un ambiente piuttosto umido, ideale per il vino.</p>
<div id="attachment_4848" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-4848" title="Cantina Antica Fratta" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_2920.jpg" alt="" width="250" height="144" /><p class="wp-caption-text">Cantina Antica Fratta</p></div>
<p>Antica Fratta, che è una controllata della <strong>Guido Berlucchi</strong>, è stata a lungo gestita a livello operativo dalla controllante che ne curava la vinificazione. Le cose hanno cominciato a cambiare nel1992 quando uscì in commercio il primo Franciacorta Antica Fratta, ma il vero cambiamento è avvenuto otto anni fa, con la costruzione degli impianti di pressatura e vinificazione e con la scelta di avvalersi di un enologo esterno, <strong>Piero Bonomi, </strong>diventando così una entità completamente autonoma e distinta dalla<strong> </strong><strong>Guido Berlucchi</strong><strong>.</strong></p>
<div id="attachment_4852" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-4852" title="Gallerie Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_2923.jpg" alt="" width="250" height="166" /><p class="wp-caption-text">Gallerie Cantina</p></div>
<p>Importante è poi l’arrivo nel 2005, di <strong>Marcello Bruschetti </strong>con l’obiettivo di costruire una nuova immagine e soprattutto una personalità precisa<strong> </strong>per l’azienda, Ciò passa attraverso una nuova “generazione” di vini, tutti tecnicamente millesimati:<strong><em> Essence</em></strong>, essenza di Franciacorta, dell’eleganza che contraddistingue il territorio ed i suoi vini. Il termine non è casuale, è, infatti, comprensibile in italiano e scritto allo stesso modo sia in inglese sia in francese. “<em>Antica Fratta, vuole essere l&#8217;essenza di questa eleganza di Franciacorta”- </em>ci spiega Bruschetti -“<em>Tra il 2012 e 2013 produrremo solamente gli <strong>Essence</strong>, per ora ci sono il Brut e il Rosé in futuro arriverà anche l’Essence Satèn. A chiusura del progetto (a cavallo tra 2012 e 2013) uscirà il <strong>Quintessence:</strong> Extra Brut riserva, il quale rappresenterà il prodotto di punta, ma soprattutto la conclusione ufficiale di questo percorso evolutivo”.</em></p>
<p>Oggi, Fratta non supera la produzione di 350 mila bottiglie annue, limite che si sono imposti di non superare, proprio perché l’idea di esclusività che il progetto Essence vuole trasmettere, presuppone una produzione limitata.</p>
<div id="attachment_4851" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-4851" title="Camino" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_2921.jpg" alt="" width="250" height="166" /><p class="wp-caption-text">Camino</p></div>
<p>Il loro obiettivo è dunque quello di puntare all’unicità, fare la differenza fra tanti franciacorta con grande attenzione ai dettagli, creando un’immagine nuova, seducente ed elegante.</p>
<p>“<em>Il Franciacorta- </em>continua Bruschetti<em> &#8211; ha caratteristiche differenti dagli Champagne, perciò non ha senso cercare di imitare le bollicine francesi ( che tra l’altro hanno il plus di  una storia più antica alle spalle, di ben 300 anni). Bisogna quindi cercare di intraprendere una strada diversa, puntare sulle caratteristiche distintive del Franciacorta</em>. <em>Per la creazione degli Essence siamo andati alla ricerca del giusto compromesso tra struttura, eleganza e bevibilità, con l’intento di creare un vino per godersi la vita, un lusso quotidiano che tutti possiamo permetterci. Il vino è strumento di comunicazione, seduzione, incontro, gioia, relax, è questa la nostra filosofia”.</em></p>
<div id="attachment_4847" class="wp-caption aligncenter" style="width: 405px"><img class="size-full wp-image-4847 " title="Giardino Antica Fratta" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/Panoramica_senza-titolo2-copia.jpg" alt="" width="395" height="132" /><p class="wp-caption-text">Giardino Antica Fratta</p></div>
<p>Gli <em>Essence</em> hanno tempi di<strong> </strong>maturazione minimi di 30/36 mesi e tempi di affinamento minimi di 8/10 mesi<strong> </strong>mentre i <em>Quintessenze</em> hanno tempi di invecchiamento superiori a 6 anni e un anno di affinamento.</p>
<p>Nel corso della visita, <strong>Marcello Bruschetti</strong> ci spiega l’ultima novità di Antica Fratta in termini di creatività. Un progetto sviluppato dall’ a.d. grazie alla creatività e maestria di un artista veronese, il gioielliere di origini argentine <strong>Ariel J.Garagorri</strong>. Si tratta di bottiglie da celebrazione, caratterizzate da capsule che trasformano i tappi in veri e propri gioielli, oggetti da tenere sempre con sé come ricordo di un momento speciale: originalissimi <strong>portachiavi gioiello</strong>. Realizzabili per mezzo di una preziose vite che fissa la capsula al tappo e che si completa infilando una catenella che li rende eleganti portachiavi.</p>
<p>La prima versione della capsula è proposta in tre varianti di cielo stellato incorniciato dalla frase “<em>This moment is forever</em>”: in argento; in oro; in oro e brillanti.</p>
<p>La seconda versione è stata creata per un&#8217;occasione veramente memorabile: si tratta della <strong><em>Wedding Bottle</em></strong>, appositamente pensata per gli sposi, questa versione vuole essere memoria di un momento irripetibile, un oggetto da portare sempre con sé che custodisca il ricordo di un brindisi e di un giorno realmente unico, con la dichiarazione di amore eterno sulla capsula.</p>
<p>Il progetto della bottiglia da celebrazione viene però accompagnato da un progetto ben più vasto che coinvolge l’intera linea “<em>Essence</em>” di Antica Fratta: in linea con lo spirito aziendale che invita a rendere speciale qualsiasi momento, tutte le innovative capsule <em>glitterate</em> di questa linea potranno essere trasformate in uno sciccoso portachiavi mediante appositi kit distribuiti da Antica Fratta ai migliori operatori dei diversi canali (enoteche, ristoranti, bar etc.).<em> </em></p>
<p>Dopo la cantina abbiamo visitato la meravigliosa villa, caratterizzata da un raffinato arredamento e dotata di: sala Tinaia, sala Portico, sala Cristalli, sala Camino, sala Rosa e il terrazzo esterno.</p>
<div id="attachment_4855" class="wp-caption alignleft" style="width: 275px"><img class="size-full wp-image-4855" title="Essence Brut Antica Fratta" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/Panoramica_senza-titolo3.jpg" alt="" width="265" height="119" /><p class="wp-caption-text">Essence Brut Antica Fratta</p></div>
<p>Alla fine della nostra visita abbiamo degustato, nel portico in giardino, <strong>Essence Brut</strong>, costituito da uve 92-95% Chardonnay, 5-8% Pinot nero, invecchiato oltre 42 mesi dalla vendemmia di cui almeno 36 mesi sui lieviti, dopo la sboccatura le bottiglie riposano ancora in cantina per almeno 5-6 mesi, dal colore giallo paglierino, sentore di frutta matura, gusto pieno ed articolato e perlage molto fine.</p>
<p>Il nostro percorso in cantina è terminato qui. Possiamo concludere dicendo che Antica Fratta non è solo elegante, seducente e glamour ma anche molto innovativa e creativa, infatti, oltre alla geniale invenzione degli <em>Essence</em><strong> </strong>con capsule gioiello, ha creato le “<em>mezzine</em>”: bottiglie ideate apposta per due persone (evitando così di dover aprire una normale bottiglia col rischio di perdere la sua freschezza); vassoi porta bicchieri e secchiello in plexiglass trasparente (ricoperti in pizzo per un gusto femminile più ricercato) e porta bottiglie in ecopelle, senza ovviamente dimenticare l&#8217;alta qualità delle sue bollicine.</p>
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		<title>LA DEA DEMETRA VEGLIA SU MIRABELLA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 06:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visite in cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo andati a Rodengo Saiano a visitare la cantina Mirabella. Da cosa nasce innanzitutto, il nome Mirabella?  Il nome  deriva dal primo vigneto acquistato a Paderno Franciacorta. Esso sorgeva su una piccola collinetta dove tutt’oggi è presente una piccola torretta chiamata Mirabella. Mirabella è nata nel 1979, il suo marchio è la Dea Demetra, in greco: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.franciacortablog.com/la-dea-demetra-veglia-su-mirabella.html"><img class="alignleft size-full wp-image-4272" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/logo.jpg" alt="" width="154" height="208" /></a>Siamo andati a Rodengo Saiano a visitare la cantina Mirabella.</p>
<p>Da cosa nasce innanzitutto, il nome Mirabella?  Il nome  deriva dal primo vigneto acquistato a Paderno Franciacorta. Esso sorgeva su una piccola collinetta dove tutt’oggi è presente una piccola torretta chiamata Mirabella.</p>
<p>Mirabella è nata nel 1979, il suo marchio è la Dea Demetra, in greco<span style="text-decoration: underline;">: </span><strong>Δημήτηρ</strong>, &#8220;<em>Madre terra</em>”, nella mitologia greca è la dea dell&#8217;agricoltura.<span id="more-4211"></span></p>
<p>A fondarla è stato un gruppo di imprenditori bresciani, appassionati di viticoltura e di enologia, oltre che proprietari di terreni vitati ubicati nella zona centro-orientale della Franciacorta, i quali hanno pensato bene di &#8220;unire le forze&#8221; per poter sfruttare al meglio le potenzialità di produzione e commercializzazione dei vini da essi ottenuti. Tra i primi, <strong>Teresio Schiavi</strong> e <strong>Giacomo Cavalli</strong>, quest&#8217;ultimo proprietario di qualche ettaro di vigneto e dell&#8217;ex filanda di Paderno Franciacorta, prima sede dell’azienda.</p>
<p> L&#8217;anima fondatrice resta, comunque, l’enologo Teresio Schiavi. È lui, insieme ai figli <strong>Alberto</strong> e <strong>Alessandro Schiavi </strong>entrambi enologi, all&#8217;altro socio <strong>Francesco Bracchi</strong>, Direttore Amministrativo, e al Direttore Commerciale <strong>Ezio Comai</strong>, a dirigere la cantina.</p>
<p>Nel 1980, nella sede originale di <strong>Paderno</strong> Franciacorta, l&#8217;azienda affronta un grande rinnovamento: nuovi impianti sono messi in opera, vengono espiantati vecchi vigneti e applicate nuove tecniche agronomiche di gestione per ottenere la migliore qualità possibile.<br />
Nel 1985 si trasferiscono nell&#8217;attuale sede di <strong>Rodengo Saiano, </strong>con ben 56 ettari di vigneto, di cui 46 iscritti all&#8217;albo dei D.O.C.G. Franciacorta, 10 iscritti all&#8217;albo dei vini D.O.C. Terre di Franciacorta per una produzione di circa 500 mila bottiglie annue.</p>
<p>Mirabella è una cantina all’avanguardia, sempre in continuo fermento e rinnovamento<em>, </em>infatti<em> </em><em>il primo particolare che ci è balzato agli occhi sono le 2 grandi presse “</em>, <em>acquistate nel 2010</em> per ottenere il massimo della qualità.</p>
<p>Le vasche sono in cemento per il risparmio energetico e per il controllo della temperatura.</p>
<p>Nel 2000 l’azienda è stata ampliata  a 3.200 metri coperti complessivi.</p>
<p><em>E’ molto affascinante seguire il percorso lungo i corridoi che porteranno nel corso degli anni  ad affinare il vino,  fino a raggiungere l’area di imbottigliamento e confezionamento. </em><em></em></p>
<p> Nel 2004 sono stati messi a dimora 15 nuovi ettari di vigneti,  l&#8217;inizio di un progetto finalizzato ad aumentare i futuri tiraggi. Un&#8217;azienda, quindi, pronta a consolidarsi definitivamente nel mercato, grazie ad una produzione diversificata in grado di soddisfare le diverse esigenze dei</p>
<p>Nel 2006 è stata inaugurata l’Enoteca accanto alla cantina dove potrete trovare, oltre ai Terre di Franciacorta e i Franciacorta di produzione aziendale, una vasta gamma di confezioni regalo, grappe Franciacorta Mirabella, olio extravergine d’oliva Mirabella, marmellate e mieli.</p>
<p>Proprio qui è iniziato il nostro incontro con Alberto Schiavi, il quale ci ha spiegato che possiedono 6 tipi di Franciacorta: Brut, Rosé, Satén, Dosaggio Zero (Dom), Cuvée Demetra Brut e Cuvée Demetra Rosé.</p>
<p> Il loro prodotto di punta è il Dosaggio Zero  <strong>DOM</strong> presentato in anteprima a febbraio. Il simbolo della bottiglia rappresenta il labirinto, mettafora perfetta per rappresentare il percorso tortuoso e gli anni di lavoro in vigna e in cantina, per il raggiungimento di questo prodotto. L’essenza  Dom racchiude dunque, all’interno di quelle bollicine dorate e  quel sapore allo stesso tempo secco e vellutato, duro lavoro e  tanto impegno.</p>
<p>Da non dimenticare anche il rosè Franciacorta che ha reso Mirabella una della realtà più affarmate in questo campo e le tre tipologie di vino rosso tra le quali spicca “ <strong>Nero d’Ombra”</strong> fiore all’occhiello della’azienda.</p>
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		<title>CONTADI CASTALDI &amp; SATÈN STYLE</title>
		<link>http://www.franciacortablog.com/contadi-castaldi-saten-style.html</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 06:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visite in cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cuore di Adro,  andiamo a visitare l’azienda Contadi Castaldi. Nel nostro percorso vinicolo ci accompagnano: Teresa Caniato, responsabile dell’ufficio stampa e l’enologo Gian Luca Uccelli. Prima di iniziare il nostro viaggio in cantina, un po’ di storia: Contadi Castaldi nasce nel 1987 in Franciacorta, grazie a Vittorio Moretti patrono del gruppo Terre Moretti. Ricavata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3652" class="wp-caption aligncenter" style="width: 405px"><a href="http://www.franciacortablog.com/contadi-castaldi-saten-style.html"><img class="size-full wp-image-3652" title="FranciacortaBLOG in visita da Contadi Castaldi" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_9690.jpg" alt="" width="395" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">FranciacortaBLOG in visita da Contadi Castaldi</p></div>
<p>Nel cuore di Adro,  andiamo a visitare l’azienda <strong>Contadi Castaldi</strong>.</p>
<p>Nel nostro percorso vinicolo ci accompagnano: <strong>Teresa Caniato</strong>, responsabile dell’ufficio stampa e l’enologo <strong>Gian Luca Uccelli</strong>.</p>
<p>Prima di iniziare il nostro viaggio in cantina, un po’ di<em> storia</em>:<span id="more-3492"></span></p>
<p>Contadi Castaldi nasce nel 1987 in Franciacorta, grazie a <strong>Vittorio Moretti</strong> patrono del gruppo Terre Moretti.<br />
Ricavata in una vecchia fornace per la cottura dei mattoni, copre una superficie di circa 7000 mq.<br />
La scelta del nome è di origine storica: una volta la Franciacorta era ripartita in contee, le Contadi appunto, con a capo dei signori chiamati Castaldi, i quali, tra i poteri avevano anche quello di aggiudicarsi i frutti prodotti dagli abitanti.<br />
Il logo invece, rappresenta le bottiglie in catasta, idea molto creativa ed originale.</p>
<p>Nella trasformazione di una vecchia fornace di mattoni in Cantina, gioca un ruolo fondamentale la presidente di Contadi Castaldi, <strong>Mariella Bertazzoni</strong>, nata e vissuta ad Adro, moglie di Vittorio Moretti.<br />
La fornace apparteneva alla famiglia Biasca, a cui i Bertazzoni erano molto legati. Anni dopo, chiusa l’attività, la fornace fu messa in vendita. La signora Emilietta, una delle tre sorelle Biasca,   propose a Vittorio Moretti di acquistarla. La signora Mariella convinse il marito a comprarla, custodendo così, tutti i bellissimi ricordi che erano racchiusi in quel posto.</p>
<div id="attachment_3653" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-full wp-image-3653 " title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_9683.jpg" alt="" width="150" height="200" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<p>Il signor Moretti non pensava certo di trasformare la fornace in una cantina, Mariella Bertazzoni, infatti, afferma: “L’idea c’è venuta insieme, quei cunicoli, dove una volta seccavano i mattoni, sembravano fatti apposta per l’affinamento del vino”, e così nasce Contadi Castaldi.</p>
<p>Contadi Castaldi  si pone l’ambizioso obiettivo di interpretare in maniera innovativa e contemporanea il territorio di Franciacorta e puntare fin da subito con lo stile, l’immagine ed il packaging ad un pubblico soprattutto giovane.</p>
<p>Gli still life delle bottiglie, realizzati da <strong>Oliviero Toscani</strong>, sono, infatti, sempre accompagnati da immagini gioiose e disincantate, come fiori e scarpette da ballo.</p>
<p>Castaldi utilizza quindi,  un modo divertente ed originale di comunicare un’azienda moderna, al passo con i tempi.</p>
<p>Forte dell’esperienza Bellavista, il gruppo intraprende un percorso innovativo che porterà Contadi Castaldi a diventare leader nella produzione di una tipologia particolare di Franciacorta: il <strong>Satèn</strong>.<br />
La cantina Castaldi è una sorta di fusione di old style e modernità.</p>
<p>Entrando in cantina ci troviamo all’interno dei famosi tunnel dove un tempo si cuocevano i mattoni, e dove oggi riposano in numerose pupitre le bottiglie.</p>
<div id="attachment_3656" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-3656" title="Barrique" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_9676.jpg" alt="" width="200" height="131" /><p class="wp-caption-text">Barrique</p></div>
<p>Il Franciacorta viene messo in barrique, esclusivamente francesi, che in totale sono 480, e poi trasferito in acciaio evitando qualsiasi tipo di coadiuvante per stabilizzarlo.</p>
<p>L&#8217;enologo infatti afferma: &#8220;In Contadi si cerca di lavorare il vino in  modo delicato, soffice e senza interferire dirette con quanto la natura ci ha fornito&#8221;.</p>
<p>Alla fine di marzo Gian Luca Uccelli, prenderà una bottiglia per ogni vino, 76 variabili, e tra queste sceglierà quelle che secondo lui sono le migliori.</p>
<p>Il remuage viene effettuato manualmente per i magnum e alcuni millesimati: rosé e parte del satén, questo procedimento però, nonostante la sua storia e il romanticismo che sta dietro ad esso, è molto lento perciò il resto del lavoro viene svolto meccanicamente, in questo modo, in 6 giorni avvengono 64 movimenti.</p>
<p>Oggi lavorano circa 270.000 bottiglie in modo classico, la futura crescita della produzione sarà però sostenuta dall’alternativa meccanizzata per una questione di qualità- prezzo e di risparmio di tempo.</p>
<p>Le bottiglie una volta messe in punta, vengono fatte riposare,  i lieviti finiti sul collo della bottiglia, vengono congelati dal macchinario apposito e il ghiacciolo viene espulso. Successivamente ogni bottiglia viene classificata con un codice personale.</p>
<div id="attachment_3654" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-3654" title="Bottiglie sala degustazione" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_9689.jpg" alt="" width="200" height="154" /><p class="wp-caption-text">Bottiglie sala degustazione</p></div>
<p>Terminiamo la nostra “gita in cantina” e  arriviamo in sala degustazioni: una stanza molto grande, con travi a vista, ampie vetrate che mostrano il paesaggio circostante e uno splendido pianoforte nero che da un tocco chic all’ambiente.</p>
<p>Gian Luca ci propone l’assaggio di <strong>Franciacorta Brut</strong>:</p>
<p>Uve: Chardonnay (80%), Pinot Nero (10%), Pinot Bianco (10%)</p>
<p>Gusto: fruttato, floreale.</p>
<p>Con un affinamento sui lieviti che va dai 20 ai 26 mesi.</p>
<p><strong>Franciacorta Satén</strong>:</p>
<p>Il termine Satèn  significa setosità.</p>
<p>Uve: Chardonnay (87%), Pinot Bianco (13%)</p>
<p>Affinamento sui lieviti: da 30 a 36 mesi</p>
<p><strong>Franciacorta rosé:</strong></p>
<p>Uve: Pinot Nero (65%), Chardonnay (35%)</p>
<p>Affinamento sui lieviti: da 34 a 36 mesi</p>
<p>Caratteristiche: vino importante con note olfattive che richiamano decisamente ai descrittori caratteristici del Pinot nero: piccoli frutti rossi quali ribes, mora, lampone, fragola, di struttura e complessità, sapido e persistente.</p>
<p>È un Franciacorta impegnativo che richiede piatti dal sapore deciso preferibilmente di mare (crostacei, ricci, ecc) ma ideale anche con carni rosse leggere (tagliata, ecc).</p>
<p>Personalmente apprezzo molto il satén e il rosé Contadi Castaldi non solo per le sue vellutate fragranze ma anche per le bollicine delicate “Più si rispetta la natura, più le bollicine risultano meno invasive, delicate e piacevoli”.</p>
<p>Ringrazio ancora Teresa Caniato e l’azienda Contadi Castaldi, per averci concesso questa splendida visita e soprattutto l’enologo, per aver arricchito le nostre conoscenze vinicole.</p>
<p><strong>Per chi fosse interessato a visitare la cantina ed essere fornito di maggiori informazioni:</strong></p>
<p><a href="mailto:info@franciacortablog.com">info@franciacortablog.com</a></p>
<p><strong>Contadi Castaldi s.r.l.<br />
</strong>Via Colzano, 32<br />
25030 Adro (BS)<br />
Tel: 030 7450126<br />
<a href="http://www.contadicastaldi.it/">http://www.contadicastaldi.it/</a><br />
<a href="mailto:contadicastaldi@contadicastaldi.it">contadicastaldi@contadicastaldi.it</a></p>
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		<title>CAVALLERI FA DA SÈ</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visite in cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vi parlerò della nostra visita presso la cantina Cavalleri. Appena superato il cancello con la grande scritta dorata Cavalleri, siamo stati accolti da un simpatico cagnolone, veramente dolcissimo e molto tranquillo, il quale ha deciso di farci compagnia per tutta la nostra visita. Successivamente abbiamo conosciuto Diletta Cavalleri, la figlia, alle prime esperienze con l&#8217;azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1685" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.franciacortablog.com/cavalleri-fa-da-se.html"><img class="size-full wp-image-1685" title="Cavalleri" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cava.jpg" alt="Cavalleri" width="250" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Cavalleri</p></div>
<p>Oggi vi parlerò della nostra visita presso la cantina Cavalleri.</p>
<p>Appena superato il cancello con la grande scritta dorata Cavalleri, siamo stati accolti da un simpatico cagnolone, veramente dolcissimo e molto tranquillo, il quale ha deciso di farci compagnia per tutta la nostra visita.</p>
<p>Successivamente abbiamo conosciuto Diletta Cavalleri, la figlia, alle prime esperienze con l&#8217;azienda famigliare, la quale ha dimostrato  molto entusiasmo nei confronti del nostro blog, sono sempre apprezzamenti che fanno piacere :-)<span id="more-1530"></span></p>
<p>Diletta ci ha accompagnato a visitare la cantina Cavalleri con Francesco Franzini, il cugino, che lavora già da alcuni anni presso l&#8217;azienda.</p>
<p>Ci hanno fornito varie nozioni, tra cui alcuni elementi storici importanti infatti: i Cavalleri, come dimostra un atto notarile dell&#8217;epoca, possedevano terreni in Erbusco già nel 1450.</p>
<p>Inizialmente, la loro cantina era situata in centro al paese, vicino al palazzo di famiglia (attuale sede del Municipio di Erbusco), negli anni &#8217;80  decisero di ingrandirsi e di spostarsi  nella location attuale, circondati da 45 ettari di vigneto.</p>
<p>Le uve sono tutte di proprietà e la vendemmia viene fatta interamente a mano.</p>
<p>I grappoli vengono pressati con presse per spremiture soffici, usando solamente il &#8221; mosto fiore&#8221; ovvero la parte migliore, avendo così una resa del 50 %  ottenendo però, un prodotto di maggiore qualità.</p>
<div id="attachment_1687" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1687" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cantina1.jpg" alt="Cantina" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<div id="attachment_1688" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1688" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cantina11.jpg" alt="Cantina" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<p>Caratteristica importante di questa cantina, è che producono oltre al Franciacorta, sia vini bianchi (<strong>Rampaneto</strong>: 100% Chardonnay) sia rossi fermi (<strong>Tajardino</strong>: prodotto con Cabernet franc (20%), Cabernet Sauvignon (45%), Merlot (15%), Barbera e Nebbiolo), con una produzione di 250.000 bottiglie annue.</p>
<p>Il mosto di ogni singolo vigneto viene messo nelle varie vasche d&#8217;acciaio, refrigeranti, mantenendo una temperatura di circa 18-22 gradi.</p>
<p>Qui resta per una decina di giorni per la fermentazione, per poi essere  fecciato e vi rimarrà  per tutto l&#8217;inverno.</p>
<p>Successivamente avviene la degustazione per i tagli invernali che viene fatta esclusivamente dai Cavalleri.</p>
<p>Una volta che il vino viene imbottigliato, vengono aggiunti lieviti e zuccheri per la seconda rifermentazione e chiuse con il tappo corona per essere messe a riposare.</p>
<p>Il remuage viene fatto totalmente a mano, girate ogni giorno di 1/8 finché le fecce finiscono nel tappo.</p>
<div id="attachment_1689" class="wp-caption alignleft" style="width: 103px"><img class="size-full wp-image-1689" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/CANTINA3.jpg" alt="Cantina" width="93" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<p>Il collo delle bottiglie viene poi immerso nella salamoia ad una temperatura di -20° formando così, una sorta di ghiacciolo che viene espulso e la bottiglia  rabboccata con la liqueur d&#8217;expedition, utilizzando pochi zuccheri per valorizzare maggiormente i profumi  originali, circa 5 grammi litro, per il Rosé circa 3 gr.</p>
<p>Nel 1984/1985 divenne necessario un ampliamento della cantina, per l&#8217;aumento della produzione dello spumante, l&#8217;introduzione delle vinificazioni separate vigneto per vigneto, le maturazioni dei vini in barriques, la necessità di spazi da utilizzare come uffici e per la sala degustazioni.</p>
<p>L&#8217;ultimo  è stato effettuato nel 2001, con un ampliamento di 360 mq della cava sotterranea, per consentire lo stoccaggio di 300.000 bottiglie su lattes: necessario per i periodi prolungati di affinamento sui lieviti dei Franciacorta docg.</p>
<p>Successivamente abbiamo visitato la stanza chiamata &#8220;<em>barricaia</em>&#8220;, contenente i vari barrique di vino rosso o bianco, che verranno poi assaggiate per scegliere quelle migliori.</p>
<p>Per prevenire eventuali disastri causati dalla grandine, ogni anno conservano 400 ettolitri di vino dell&#8217;annata precedente, senza così dover andare in contro a grandi perdite.</p>
<div id="attachment_1690" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1690" title="La &quot;biblioteca&quot;" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/biblio.jpg" alt="La &quot;biblioteca&quot;" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">La &quot;biblioteca&quot;</p></div>
<div id="attachment_1691" class="wp-caption alignleft" style="width: 103px"><img class="size-full wp-image-1691" title="La &quot;biblioteca&quot;" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/biblio2.jpg" alt="La &quot;biblioteca&quot;" width="93" height="140" /><p class="wp-caption-text">La &quot;biblioteca&quot;</p></div>
<p>Grande particolarità di questa cantina è sicuramente, come l&#8217;ho battezzata io, &#8221; <strong>la biblioteca del vino</strong>&#8221; cioè l&#8217;archivio storico di vini di vecchie annate ed alcuni &#8220;esperimenti&#8221; cioè delle bottiglie che sono già state sboccate, ma che vengono ancora tenute &#8220;in punta&#8221; con tappo corona, per vedere quanto può durare l&#8217;invecchiamento e verificare se il prodotto può ancora migliorare maturando più a lungo.</p>
<p>Sono rimasta veramente colpita da questa stanzetta, una sorta di grande credenza, dove all&#8217;interno si potevano scorgere un&#8217;infinità do bottiglie di annate diverse, con una scaletta che portava ad un&#8217;altra stanza superiore, dove erano invece racchiusi gli &#8220;esperimenti&#8221;. Una stanza veramente singolare e unica nel suo genere.</p>
<p>Non poteva mancare l&#8217;attimo meraviglioso della degustazione che è avvenuta con il  <em>Brut Cavalleri Franciacorta 2004</em> con qualche gustoso grissino.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1692" class="wp-caption alignleft" style="width: 267px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-1692" title="FranciacortaBLOG in visita alla cantina Cavalleri" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/noi2.jpg" alt="FranciacortaBLOG in visita alla cantina Cavalleri" width="257" height="140" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">FranciacortaBLOG in visita alla cantina Cavalleri</dd>
</dl>
<p>Mi permetto di esprimere un mio piccolo pensiero, credo che Cavalleri faccia proprio da sé, perché come dicevo prima, oltre al classico Franciacorta produce anche vini fermi,noltre l&#8217;azienda ha deciso di non fare più parte del Consorzio per la tutela del Franciacorta, e si occupano interamente loro della propria comunicazione, infatti anche gli originali depliant dell&#8217;azienda, che si aprono sfilando un piccolo legnetto, sono stati fatti dalla famiglia stessa. Questi aspetti secondo me, sono indice di una famiglia veramente intraprendente ma anche molto coraggiosa, che ha deciso di andare per la propria strada e di intraprendere nuovi percorsi anche se magari possono risultare meno proficui o meno conosciuti. Credo sia bello cercare di distinguersi sempre in quello che si fa, con quello spirito d&#8217;intraprendenza che ci consente di sviluppare e far conoscere le nostre passioni.</p></div>
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		<title>C&#8217;ERA UNA VOLTA UNA CA&#8217; NEL BOSCO&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 06:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visite in cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[Premetto subito che scrivere su questa cantina per me non è stato per nulla semplice, perché su Ca’ del Bosco praticamente si è già detto di tutto e di più. Perciò, cercherò di far sognare, con la mia descrizione, quelle persone che non hanno avuto ancora l’opportunità di visitare questo posto spettacolare. Ca’ del Bosco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1738" class="wp-caption aligncenter" style="width: 405px"><a href="http://www.franciacortablog.com/cera-una-volta-una-ca-nel-bosco.html"><img class="size-full wp-image-1738" title="Ca' del Bosco" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/ca-del-bosco-2.jpg" alt="Ca' del Bosco" width="395" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">Ca&#39; del Bosco</p></div>
<p>Premetto subito che scrivere su questa cantina per me non è stato per nulla semplice, perché su Ca’ del Bosco praticamente si è già detto di tutto e di più.</p>
<p>Perciò, cercherò di far sognare, con la mia descrizione, quelle persone che non hanno avuto ancora l’opportunità di visitare questo posto spettacolare.</p>
<p>Ca’ del Bosco, è un percorso tra arte, natura ed altissima tecnologia.<span id="more-1528"></span></p>
<p>Ho sempre sentito vociferare su questa cantina, ma mai mi sarei aspettata di trovarmi di fronte ad uno scenario simile.</p>
<p>Il possente cancello di bronzo che ci accoglie all’ingresso, è una meravigliosa scultura di <strong>Arnaldo Pomodoro</strong> “<em>L’inno al sole</em>”, struttura circolare di 5 mq di diametro che si apre in due semicerchi di 2 quintali ciascuno, irta di punte, racchiusa in un gioco di siepi. Cancello d’entrata che anticipa l’inizio di un percorso alla scoperta di un mondo ricco di fascino e straordinarie emozioni.</p>
<p>Poi percorriamo  un viale, che ci sembra infinito, per raggiungere la nostra meta: la cantina, circondati da ettari di vigneti, per la precisione 150 ettari totali, collocati tutti all’interno della Franciacorta in otto comuni differenti (Erbusco, Adro, Cazzago S.M, Iseo, Paderno, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cortefranca). Poiché la Franciacorta ha caratteristiche microclimatiche e zonali molto diverse, le uve provenienti dai vari vigneti sono tenute separate in fase di vinificazione. Successivamente ci ritroviamo immersi in un enorme parco naturale, con opere d’arte sorprendenti collocate nel paesaggio, dimostrando l’indissolubile legame fra vino e cultura, come “<em>Eroi di Luce</em>” di <strong>Igor Mitoraj</strong>.</p>
<div id="attachment_1740" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1740" title="“Codice genetico” di Rabarama" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/Codice-genetico.jpg" alt="“Codice genetico” di Rabarama" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">“Codice genetico” di Rabarama</p></div>
<div id="attachment_1743" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1743" title="Sala d'attesa" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/ca.jpg" alt="Sala d'attesa" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Sala d&#39;attesa</p></div>
<p>Ancora “shockati” da questo luogo da favola, entriamo negli uffici e capiamo subito che lo spettacolo è solo al suo inizio: d&#8217;innanzi a noi c&#8217;è un’altra opera d’arte “<em>Codice genetico</em>” di <strong>Rabarama</strong>.</p>
<p>Veniamo gentilmente accompagnati nella sala di ricevimento e di degustazione, una stanza a travi di legno con enormi vetrate che ci consentono di continuare ad ammirare il panorama esterno.</p>
<p>Dopo qualche minuto d’attesa, giusto il tempo di curiosare qua e là,  arrivano le nostre due accompagnatrici: <strong>Cinzia Migliardi</strong> e la responsabile Pubbliche relazioni <strong>Anna Caprini</strong>, che  iniziano a farci visitare la cantina fornendoci utili informazioni sulla storia di Ca’ del Bosco.</p>
<p><em>C’era una volta, tanto tempo fa (1965), nel cuore della Franciacorta, una grande casa nel bosco, dove viveva una donna <strong>Annamaria Clementi</strong>, madre di un giovane fanciullo, <strong>Maurizio Zanella</strong>, qui il giovane s’innamorò della campagna e della viticoltura e la bella favola ebbe inizio.</em></p>
<p>Nel 1971, all’età di soli 16 anni, Maurizio Zanella, dopo aver intrapreso un viaggio in Francia, dove rimase folgorato dalla via della Borgogna e dello Champagne, ebbe un’ illuminazione: tornato a casa progettò un vigneto di 10.000 ceppi per ettaro (fu una cosa rivoluzionaria per la zona). Appena maggiorenne, nel 1985, realizzò la prima cantina a 11 m di profondità come aveva visto in Francia e chiamò a lavorare con sé, nel 1979, lo chef <strong>André Dubois</strong>, maestro cantiniere di Empernay.</p>
<p>Un’altra tappa storica fu l’arrivo in azienda di un enologo americano, che percorse per un tratto la strada con Dubois dal 1985 al 1988. Si tratta di <strong>Brian Larky</strong>, laureato all’Università di Davis in California. Fu una fase importante per l’azienda, caratterizzata dalla grande capacità di Zanella nel riuscire a mediare tra <strong>due scuole enologiche completamente all’opposto</strong>, tra tradizione e sperimentazione, cercando di assorbire, ovviamente, il meglio da entrambe.</p>
<div id="attachment_1745" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1745" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/botti1.jpg" alt="Cantina" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<div id="attachment_1749" class="wp-caption alignleft" style="width: 103px"><img class="size-full wp-image-1749" title="Assaggi e test" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/prove.jpg" alt="Assaggi e test" width="93" height="140" /><p class="wp-caption-text">Assaggi e test</p></div>
<div id="attachment_1752" class="wp-caption alignleft" style="width: 103px"><img class="size-full wp-image-1752" title="Imbottigliamento" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/imbottigliamento.jpg" alt="Imbottigliamento" width="93" height="140" /><p class="wp-caption-text">Imbottigliamento</p></div>
<p>Dal 1986 l’enologo di Ca’ del Bosco fu <strong>Stefano Capelli</strong>, diplomato all’Istituto di Conegliano. Dal 1990 ebbe la completa giurisdizione sulla cantina. Grazie a lui sono stati messi a punto sistemi innovativi di lavorazione e sono state costruite attrezzature con brevetto esclusivo.</p>
<p>Zanella infatti, ha scelto di mettere la più avanzata tecnologia al servizio dell’uva.</p>
<p>I trattamenti sul vino sono ridotti al minimo: l’uva viene messa in piccole cassette forate, viene poi  classificata secondo il vigneto di provenienza e successivamente raffreddata nelle apposite celle. L’uva viaggia su un nastro a velocità elevate, e se la qualità non è ai massimi livelli, il computer fa rallentare la corsa del nastro per consentire l’eliminazione delle impurità.</p>
<p>E per finire avviene la pigiatura, l&#8217;uva cade in presse pneumatiche passando nei tini per caduta, utilizzando quindi la gravità naturale (due ascensori trasportano i vini lungo i quattro piani della cantina). Questo procedimento serve a non sbattere la materia prima evitando così, la creazione di ossigeno, mantenendo il prodotto buono. Il lavoro viene effettuato 24 h su 24 per pressare entro le 24 ore dalla raccolta. Inoltre i tappi vengono controllati ad uno ad uno da un lettore ottico, garantendo in ogni bottiglia vini più salubri e longevi.</p>
<p>Nella zona di affinamento, ci sono pareti a vista e uno speciale sistema di nebulizzazione di vapore acqueo  per mantenere costante il livello di umidità necessario al corretto affinamento del vino nel legno, esclusivamente made in France.</p>
<div id="attachment_1746" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1746" title="“Il tempo sospeso” di Stefano Bombardieri" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/rino.jpg" alt="“Il tempo sospeso” di Stefano Bombardieri" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">“Il tempo sospeso” di Stefano Bombardieri</p></div>
<div id="attachment_1766" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1766" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/IMG_4937.jpg" alt="Cantina" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<p>All’interno della cantina, è presente un’altra grande opera artistica “<em>Il tempo</em> <em>sospeso</em>” di <strong>Stefano Bombardieri</strong>. Si tratta di un rinoceronte appeso al soffitto, di primo impatto può sembrare alquanto bizzarro, cosa centra un rinoceronte con il vino?</p>
<p>Questo animale in realtà, nasconde un significato più profondo è una vera e</p>
<p>propria metafora dell’azienda, infatti, il rinoceronte è un mammifero di grandi dimensioni, possente, ma allo stesso tempo può raggiungere grandi velocità.</p>
<div id="attachment_1758" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1758" title="La cupola" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cupola.jpg" alt="La cupola" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">La cupola</p></div>
<div id="attachment_1754" class="wp-caption alignleft" style="width: 103px"><img class="size-full wp-image-1754" title="Botti in cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/bottii.jpg" alt="Botti in cantina" width="93" height="140" /><p class="wp-caption-text">Botti in cantina</p></div>
<div id="attachment_1761" class="wp-caption alignleft" style="width: 103px"><img class="size-full wp-image-1761" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/noi3.jpg" alt="Cantina" width="93" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<p>Queste sono le caratteristiche che lo accomunano con Ca’ del Bosco: grande azienda, “impero” del vino, ma contemporaneamente al passo con i tempi, veloce per il suo continuo sviluppo e progresso.</p>
<p>Ca’ del Bosco è quindi un magico teatro in cui la natura celebra l’arte.</p>
<p>Terminato il cammino nel “Bosco” degustiamo felicemente  il loro vino accompagnato dalle classiche “lingue di suocera”.</p>
<div id="attachment_1747" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-full wp-image-1747" title="FranciacortaBLOG al completo da Ca' del Bosco" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/fr-ca-del-bosco.jpg" alt="FranciacortaBLOG al completo da Ca' del Bosco" width="240" height="231" /><p class="wp-caption-text">FranciacortaBLOG al completo da Ca&#39; del Bosco</p></div>
<p>Vorrei concludere questo viaggio con una frase per me molto poetica e soprattutto rappresentativa della filosofia di quest’azienda, detta dal padrone di casa <strong>Maurizio Zanella:</strong></p>
<p>“<em>Ca’ del Bosco è un luogo dove l’arte e la perfezione del vino si uniscono e si fondono con la scultura e l’armonia del paesaggio. Proprio come la scultura, il vino per me è un prodotto tridimensionale che coinvolge vista, olfatto e bocca, tre dimensioni che, come l’Inno al Sole di Arnaldo Pomodoro, rappresentano l’energia di Ca’ del Bosco nel rimanere noi stessi per continuare a crescere</em>”.</p>
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		<title>CANTINA IL MOSNEL</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visite in cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[FranciacortaBLOG arriva anche a Camignone di Passirano per visitare Il Mosnel. Accompagnatrice della nostra visita è stata Lucia Barzanò, figlia di Emanuela Barboglio. Lucia innanzi tutto ci ha spiegato, che cosa significa Mosnel:  è un termine dialettale di origine celtica che significa pietraia, ammasso di sassi, scelto proprio dalla madre per dare all&#8217;azienda un nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1647" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1647" title="Visita alla cantina &quot;Il Mosnel&quot;" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/mosnell1.jpg" alt="Visita alla cantina &quot;Il Mosnel&quot;" width="250" height="167" /><p class="wp-caption-text">Visita alla cantina &quot;Il Mosnel&quot;</p></div>
<p>FranciacortaBLOG arriva anche a Camignone di Passirano per visitare Il Mosnel.</p>
<p>Accompagnatrice della nostra visita è stata Lucia Barzanò, figlia di Emanuela Barboglio.</p>
<p>Lucia innanzi tutto ci ha spiegato, che cosa significa Mosnel:  è un termine dialettale di origine celtica che significa pietraia, ammasso di sassi, scelto proprio dalla madre per dare all&#8217;azienda un nome più alternativo e originale.<span id="more-1526"></span></p>
<p>La secolare residenza, le cantine cinquecentesche e le terre annesse vengono ereditate dai Barboglio nel 1936, inizialmente si trattava di un&#8217;azienda agricola con cereali, bestiame e uva.</p>
<p>Fu proprio nel 1968 che Emanuela Barboglio decise di specializzarsi nella viticoltura.</p>
<p>Le uve vengono raccolte esclusivamente a mano, messe in piccole casse e dopo un’accurata selezione, viene effettuata la pressatura soffice.</p>
<p>Il mosto viene fatto fermentare a temperatura controllata in piccole botti di rovere o in vasche d&#8217;acciaio di 5 mila ettolitri, le quali sono state calate dall&#8217;alto e poi si è costruito il tetto.</p>
<div id="attachment_1638" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1638" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cantina-storica.jpg" alt="Cantina" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<div id="attachment_1646" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1646" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/ztd.jpg" alt="Cantina" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<p>La prima cantina, la più antica, risalente al 1600, è molto &#8220;intima&#8221; per le sue dimensioni, ma proprio per questo incredibilmente affascinante,   illuminata da una luce soffusa e riempita con botti di legno,   un tempo veniva utilizzata per far nascere i vitelli. Proprio qui, dove la vita aveva inizio, ora  viene &#8221; incubato&#8221; il vino.</p>
<p>&#8220; <em>Abbiamo il grande privilegio ed orgoglio di svolgere con passione l&#8217;arte del vino, uno dei più bei mestieri che l&#8217;uomo possa fare. Consapevoli di questo lavoriamo con le mani, il cuore,  l&#8217;anima, l&#8217;esperienza ed il lento trascorrere del tempo; ingredienti fondamentali dei nostri vini, che ricreano l&#8217;atmosfera e le emozioni di questa terra fortunata e ricca di fascino&#8221;</em> questa è la filosofia dei figli di Emanuela Barboglio, Giulio e Lucia Barzanò.</p>
<p>La nuova cantina, inaugurata il 5 ottobre, è dedicata all&#8217;affinamento del Franciacorta Docg. Il nuovo spazio è formato da due locali di 140 e 200 mq che complessivamente potranno contenere oltre 400.000 bottiglie.</p>
<div id="attachment_1640" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1640" title="Casa Padronale" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/casa1.jpg" alt="Casa Padronale" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Casa Padronale</p></div>
<p>Lucia ci ha poi mostrato la casa di famiglia del 500 diventata poi il logo dell&#8217;azienda stessa. Il Mosnel è caratterizzato da ampi  spazi e  da un parco spettacolare, un paradiso terrestre  per chi vuole trovare un attimo di pace e tranquillità immersi nella natura franciacortina.</p>
<p>Oltre ad essere immenso, è sicuramente un parco naturale molto &#8220;prezioso&#8221;, infatti, ci sono al suo interno piante di 200/300 anni. In particolare vi è un cedro del Libano con più di 300 anni, uno dei più vecchi ed alti d&#8217;Italia. Quante ne hanno viste queste piante e quanto  avrebbero da raccontarci&#8230;</p>
<p>Altra curiosità, è la grotta fatta dalla nonna di Lucia e Giulio, da poter utilizzare come una sorta di ghiacciaia durante le nevicate invernali, per raffreddare gli alimenti e le bevande. Sicuramente un&#8217;idea ingegnosa.</p>
<p>Salendo sulla scala che porta  all&#8217;interno dell&#8217;agriturismo, si ha una visuale veramente pittoresca,  da quell&#8217;altezza è possibile  ammirare l&#8217;intera distesa dei loro vigneti, all&#8217;interno dei quali vengono organizzati, per chi lo desidera,   dei percorsi in bicicletta, muniti di mappa e zainetto contenente ovviamente Franciacorta, forniti dall’azienda.</p>
<div id="attachment_1641" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1641" title="Meritato riposo" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/pranzo.jpg" alt="Meritato riposo" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Meritato riposo</p></div>
<p>Credo che sia una splendida iniziativa che consente di riscoprire la natura, creando un perfetto connubio tra “buono” e “ bello”, scoprendo dove ha origine il vino, degustandolo sulla madre-terra da cui tutto ha inizio, dove i primi chicchi d&#8217;uva nascono baciati dai caldi raggi del sole.</p>
<p>Dopo questa visita tra vino e natura, siamo stati invitati alla degustare da Lucia, Giulio e Roberta che hanno imbandito per noi un&#8217;intera tavola.</p>
<p>Oltre al vino, abbiamo avuto il piacere di assaporare affettati e formaggi tipici e per finire, una torta “sbrisolona”  accompagnata dal <em>Sulif passito</em>, veramente tutto squisito.</p>
<p>Quello che mi è piaciuto, è che non si è trattato di una semplice degustazione, ma grazie alla loro simpatia e cordialità, ci siamo sentiti come a casa, tutti insieme a quel tavolo condividendo la nostra comune passione per la Franciacorta.</p>
<div id="attachment_1642" class="wp-caption alignleft" style="width: 173px"><img class="size-full wp-image-1642" title="FranciacortaBLOG alla cantina &quot;Il Mosnel&quot;" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/noi1.jpg" alt="FranciacortaBLOG alla cantina &quot;Il Mosnel&quot;" width="163" height="155" /><p class="wp-caption-text">FranciacortaBLOG alla cantina &quot;Il Mosnel&quot;</p></div>
<p>Presso Il Mosnel, come accennato prima, potete trovare anche un agriturismo molto caratteristico,  interamente arredato in legno, dove vengono proposte le specialità della &#8220;casa&#8221;:</p>
<p>menù a base di porcini e chiodini della Franciacorta, spiedo alla bresciana, cena a base di Tartufo e bolliti bresciani.</p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per ringraziare Lucia, Giulio e Roberta per averci accolto con così grande calore ed ospitalità e invito tutti gli appassionati di natura e franciacorta a visitare questa meravigliosa cantina.</p>
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		<title>VISITA ALLA CANTINA VILLA</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 06:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visite in cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vi parlerò della nostra visita presso l&#8217;Azienda Agricola Villa, situata nel cuore di Monticelli Brusati, all&#8217;interno del  borgo Villa, caratterizzato da stradine acciottolate tipicamente medievali, risalente tra l&#8217; XI e il XIV secolo, dal quale ha preso il nome. Sicuramente se vi è capitato di passare da quelle parti, non avrete potuto non notare la scritta Hollywoodiana &#8220;Villa&#8221; situata sulla collina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1585" class="wp-caption aligncenter" style="width: 405px"><a href="http://www.franciacortablog.com/visita-alla-cantina-villa.html"><img class="size-full wp-image-1585" title="La scritta &quot;Villa&quot; in stile Hollywoodiano" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/villa.jpg" alt="La scritta &quot;Villa&quot; in stile Hollywoodiano" width="395" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">La scritta &quot;Villa&quot; in stile Hollywoodiano situata sulla collina appena dietro la cantina.</p></div>
<p>Oggi vi parlerò della nostra visita presso l&#8217;Azienda Agricola Villa, situata nel cuore di Monticelli Brusati, all&#8217;interno del  borgo Villa, caratterizzato da stradine acciottolate tipicamente medievali, risalente tra l&#8217; XI e il XIV secolo, dal quale ha preso il nome.</p>
<p><span id="more-1513"></span> Sicuramente se vi è capitato di passare da quelle parti, non avrete potuto non notare la scritta Hollywoodiana &#8220;Villa&#8221; situata sulla collina della Madonna della Rosa, chiamata anche &#8221;Gradoni&#8221;  per la presenza di muretti a secco che sembrano appunto tanti gradoni.</p>
<div id="attachment_1586" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1586" title="Ingresso cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cantina3.jpg" alt="Ingresso cantina" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Ingresso cantina</p></div>
<p>Siamo stati ricevuti dalla gentile Lisa Lini, che avevamo conosciuto al Festival del Franciacorta, la quale ci ha accompagnato in questo interessante viaggio alla scoperta della cantina Villa.</p>
<p>Iniziamo con un po&#8217; di storia:</p>
<p>Il titolare di questa azienda  è Sandro Bianchi, il quale decise con la sua famiglia, negli anni &#8217;60, di acquistare il borgo Villa con il centinaio di ettari circostanti.</p>
<p>Il cambiamento fondamentale messo in atto dalla famiglia di imprenditori, fu la trasformazione della mezzadria in conduzione diretta, alla quale seguirono la ricostruzione e la preparazione di un nuovo terreno agrario dedicato esclusivamente alla viticoltura.</p>
<p>Negli anni seguenti furono restaurati anche gli immobili e si diede avvio al primo ampliamento della cantina.</p>
<div id="attachment_1587" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1587" title="Cantina" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cantina2.jpg" alt="Cantina" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">Cantina</p></div>
<p>Verso la fine degli anni &#8217;70 , in seguito ai viaggi effettuati in Champagne, nacque la vocazione spumantistica dell&#8217;azienda agricola Villa.</p>
<p>La cantina  oggi è costituita da quattro locali comunicanti realizzati in epoche diverse. Presenta un corpo centrale di circa 170 metri quadri, che risale al XVI sec, riservata ai rossi e accanto vi è una piccola cantina di circa 100 mq creata nel 1978 e dedicata all&#8217;affinamento delle bollicine.</p>
<p>Nel 1989 fu costruita una nuova cantina di circa 900 mq completamente interrata attrezzata per la spumantizzazione, con archi a volte sotto le quali i Franciacorta rimangono per lungo tempo sui lieviti prima della sboccatura.</p>
<p>Infine nel 2003 è stata realizzata una nuova cantina di circa 1000 mq, completamente interrata, attrezzata per la pressatura e la vinificazione a temperatura controllata, con un pannello di controllo computerizzato.</p>
<p>Oggi la cantina permette di fare riposare oltre 750 000 bottiglie di Franciacorta Docg nelle migliori condizioni di isotermia grazie alla naturale temperatura del sottosuolo.</p>
<p>Alcune particolarità distinguono questa cantina e la zona dalle altre che mi sembra importante evidenziare:</p>
<p>innanzitutto, le uve sono tutte di proprietà e sono commercializzati esclusivamente i Franciacorta Docg Millesimati, con una rifermentazione di almeno 30 mesi; il remuage , che dura 20 giorni, è fatto interamente a mano (oggi per comodità, si sta passando gradualmente al remuage meccanico), si tratta di una sorta di Romanticismo del metodo, dato che il risultato è uguale a quello effettuato meccanicamente, ma a mano è certamente più poetico; altra caratteristica importante, riguarda i terreni di origine marina, costituiti da argille sedimentarie e marne stratificate con rocce ricche di fossili marini che testimoniano la presenza del mare durante il periodo Giurassico, diversamente dal resto della Franciacorta morenica; altro elemento favorevole è sicuramente il clima molto ventilato, e quindi più fresco, che permette di effettuare una vendemmia più tardiva; e per finire, la grande attenzione nel utilizzare esclusivamente sostanze biologiche e naturali per la gestione del vigneto.</p>
<p>C&#8217;è un altro aspetto caratteristico da ricordare,  all&#8217;interno della cantina è stata ritrovata una parete  con stratificazione di terra, marmi, argille, dove scorre dell&#8217;acqua proveniente dalla terra stessa.  Dato che in Franciacorta non si può irrigare, questa umidità è sicuramente favorevole per i terreni circostanti.</p>
<p>Insomma la fortuna non manca su questo territorio, sembra avere tutte le carte in regola, o meglio tutti i vantaggi necessari, per la produzione di un buon vino.</p>
<div id="attachment_1591" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><img class="size-full wp-image-1591 " title="FranciacortaBLOG in visita alla cantina Villa di Monticelli Brusati" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/io-fede-villa.jpg" alt="FranciacortaBLOG in visita alla cantina Villa" width="220" height="253" /><p class="wp-caption-text">FranciacortaBLOG in visita alla cantina Villa di Monticelli Brusati</p></div>
<p>Successivamente Lisa, ci ha fatto visitare l&#8217;antica casa padronale, con la presenza di affreschi del XV sec. e i quadri degli antenati della famiglia Bianchi.</p>
<p>Per finire in bellezza, abbiamo degustato  due tipi di Rosé: <strong>Rosé Brut Franciacorta Docg</strong> <strong>Millesimato</strong> prodotto da uve Chardonnay (60%) e Pinot Nero (40%). Questo Franciacorta affascina per la sua rara eleganza aromatica con percezioni di ciliegia, ribes e agrumi. Al gusto risulta fresco, equilibrato e sapido. Perfetto a tutto pasto, ottimo anche come aperitivo grazie all&#8217;esigua quantità di zuccheri.</p>
<p>L&#8217;altro  <strong>Rosé</strong> <strong>Demisec</strong> <strong>Franciacorta Docg</strong> prodotto da uve Chardonnay (75%) e Pinot Nero (25%).Unisce alla piacevolezza del dolce la delicatezza del colore e la morbidezza del gusto. L&#8217;abbinamento ideale è con tutti i prodotti di pasticceria senza creme.</p>
<p>Contrariamente a quanto solitamente si pensa, il Rosé ha mediamente basse percentuali zuccherine, perciò non perché è rosa vuol dire che sia più dolce e perciò più adatto alle donne.</p>
<p>Il Franciacorta rosé è dunque adatto a tutti: uomini e donne, anche se è di rosa colorato.</p>
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		<title>FRANCIACORTA BLOG IN VISITA DA BERLUCCHI</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 06:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fede</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visite in cantina]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro viaggio nelle cantine della Franciacorta non poteva che iniziare da dove il Franciacorta è stato concepito, la cantina Berlucchi. Per tutto il tragitto (da Rovato a Borgonato) l’agitazione è stata nostra compagna, stavamo per visitare una delle cantine più belle e famose della Franciacorta nonché la casa natale del Franciacorta stesso. Niente male come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1127" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><a href="http://www.franciacortablog.com/franciacortablog-in-visita-da-berlucchi.html"><img class="size-full wp-image-1127 " title="Facciata Berlucchi" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/berlucchi-facciata.jpg" alt="Facciata Berlucchi" width="230" height="153" /></a><p class="wp-caption-text">Facciata Berlucchi</p></div>
<p>Il nostro viaggio nelle cantine della Franciacorta non poteva che iniziare da dove il Franciacorta è stato concepito, la cantina Berlucchi.</p>
<p>Per tutto il tragitto (da Rovato a Borgonato) l’agitazione è stata nostra compagna, stavamo per visitare una delle cantine più belle e famose della Franciacorta nonché la casa natale del Franciacorta stesso. Niente male come inizio.<span id="more-1126"></span></p>
<p>Un po&#8217; intimiditi, abbiamo oltrepassato la porta d’ingresso e una nuova realtà si è presentata d’innanzi a noi: un immenso atrio con bottiglie in ogni angolo, gigantografie e quadri composti da bottiglie Berlucchi coloratissime e dipinte a mano.</p>
<p>Ancora emozionati, abbiamo raggiunto la centralinista: “Buongiorno, siamo di FranciacortaBLOG, abbiamo appuntamento con la Sig.ra Francesca Facchetti per visitare la cantina”.</p>
<p>Dopo una breve attesa&#8230; ecco Francesca, da qui ha avuto inizio il nostro viaggio nel mondo Berlucchi. Abbiamo iniziato passando in rassegna alcune fotografie appese nel corridoio che ritraevano personaggi famosi in dolce compagnia di una bottiglia Berlucchi, dalla nazionale italiana di calcio a Sophia Loren, Missoni, Armani, Schumacher e molti altri.</p>
<div id="attachment_1133" class="wp-caption alignleft" style="width: 172px"><img class="size-full wp-image-1133 " title="Cantina storia" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cantina-storia.jpg" alt="Cantina storica" width="162" height="134" /><p class="wp-caption-text">Cantina storica</p></div>
<div id="attachment_1137" class="wp-caption alignleft" style="width: 98px"><img class="size-full wp-image-1137 " title="Cantina storica" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cantina-storica2.jpg" alt="Cantina storica" width="88" height="134" /><p class="wp-caption-text">Cantina storica</p></div>
<p>Alla fine di questo corridoio c&#8217;era una porta in vetro che portava alla famosa cantina, un luogo umido, freddo e buio con soffitto a botte ricoperto da muffa dal quale scendevano grandi lampadari principeschi che emanavano una calda e vibrante luce soffusa, ai lati ci facevano bella mostra di se file di pupitres colme di bottiglie, creando l&#8217;illusionese di trovarsi all&#8217;improvviso nelle segrete di un castello medioevale&#8230; atmosfera molto suggestiva.</p>
<p>Franscesca, persona graziosa, cortese e decisamente preparata, per tutto il tragitto ci ha intrattenuto con piacevoli racconti e utili informazioni iniziando dalla storia della Franciacorta fino ad arrivare ai giorni nostri con la grande produzione Berlucchi. Il forte profumo di vino, saliva prepotentemente nelle nostre narici, inebriando i nostri animi che pian piano iniziavano a sciogliersi.</p>
<div id="attachment_1130" class="wp-caption alignleft" style="width: 107px"><img class="size-full wp-image-1130 " title="Cantina magazzino" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/cantina-magazzino.jpg" alt="Cantina magazzino" width="97" height="134" /><p class="wp-caption-text">Cantina magazzino</p></div>
<div id="attachment_1161" class="wp-caption alignleft" style="width: 211px"><img class="size-full wp-image-1161 " title="Sala delle macchine" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/sala-delle-macchine.jpg" alt="Sala delle macchine" width="201" height="134" /><p class="wp-caption-text">Sala delle macchine</p></div>
<p>Dopo aver visitato i vari corridoi della cantina storica, siamo arrivati nella parte più “moderna” caratterizzata da un soffitto prefabbricato a volte morettiano e da grandi cassoni metallici accatastati uno sopra l&#8217;altro, riempiti naturalmente da bottiglie. In quest’area se non ricordo male, c&#8217;erano circa 160 milioni di bottiglie, incredibile! Dopo essere passati dalla particolare atmosfera della cantina storica a quella più moderna del “magazzino”, siamo arrivati al reparto-macchine dove vengono prodotte in media  30.000 bottiglie al giorno (nei momenti di punta arrivano fino a 50.000).</p>
<p>Giunti alla fine di questo meraviglioso tragitto nei sotterranei, siamo risaliti e abbiamo visitato il bellissimo Palazzo Lana, un tempo casa della famiglia Berlucchi. Dimora favolosa, adornata da un immenso giardino dove guardando con attenzione, è anche possibile scovare alcune simpatiche tartarughe.</p>
<p>All’interno della casa abbiamo subito assaporato un’atmosfera d’altri tempi per i profumi, l’arredamento, i meravigliosi affreschi sulle pareti, il pianoforte, che hanno fatto subito volare la nostra fantasia immaginando le fantastiche feste anni ’60 che si svolgevano nel palazzo (tra le varie feste ci è rimasta impressa la festa Findus organizzata per festeggiare l’arrivo in tavola dei primi prodotti surgelati) dove il Sig. Guido Berlucchi, grande appassionato di musica, intratteneva gli ospiti suonando il pianoforte.</p>
<div id="attachment_1159" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><img class="size-full wp-image-1159 " title="Brindisi alla prima visita da blogger" src="http://www.franciacortablog.com/wp-content/uploads/ie-e-fede.jpg" alt="Brindisi alla prima visita da blogger" width="180" height="268" /><p class="wp-caption-text">Brindisi alla prima visita da blogger</p></div>
<p>In una bellissima stanza ricca di decorazioni con un accogliente salotto posizionato di fronte a un enorme camino, Francesca ci ha fatto degustare  &#8220;Storica &#8217;61&#8243;, Franciacorta Brut, accompagnato da grana padano, salame iseano e lingue di suocera. Qui abbiamo avuto tempo di conoscerci meglio, abbiamo guardato le fotografie delle feste anni &#8217;60, visitato altre stanze del palazzo e ci siamo fatti fotografare dalla gentilissima Francesca (come si può notare dalla foto Andrea si è dimenticato di inserire l’autofocus :-).</p>
<p>La nostra visita si è conclusa qui. Abbiamo trascorso una piacevole giornata in una fantastica cantina, è stata una bellissima esperienza sia dal punto di vista culturale che emozionale, vorremmo per questo ringraziare Francesca che è stata capace di trasmetterci tutto questo e che ci ha concesso questa importante opportunità… contiamo di fare presto il bis ;-)</p>
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